Progettare iniziative di tutela e sviluppo delle risorse ambientali, territoriali e naturali, nonché la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, produttivo e sociale;


DoPòLiS, il Doposcuola Popolare dell'associazione Officine Civiche, dallo scorso inverno ha lanciato una serie di laboratori ludico-educativi all'aria aperta, nel Parco Aldo Moro di Ciampino, incentrati sulla diffusione di una cultura dell'integrazione sociale attraverso l'arte e il gioco. Nell'ambito di questo percorso nasce l'idea dei posacenere auto-prodotti, per la pulizia e la sicurezza ambientale del parco, realizzati dai nostri volontari nell’arco di due domeniche, insieme ai bambini e le bambine del nostro laboratorio di “riciclo e riuso creativo”, contro la cultura dell’usa-e-getta e per un consumo sostenibile e consapevole degli oggetti quotidiani. Abbiamo voluto dare un contributo volontario per rendere l'area un luogo più pulito e vivibile, dal momento che ci occupiamo di attività per i più piccoli nel parco vogliamo farlo in un ambiente salubre e vogliamo contribuire alla manutenzione civica di quest'area pubblica.

Il Comune di Ciampino detiene una partecipazione, in qualità di socio di maggioranza, nelle società A.S.P. SpA ed Ambi.en.te. SpA, rispettivamente  del 99,58% e del il 99,30%. Entrambe le Società risultano ora affidatarie di servizi da parte del Comune di Ciampino mediante il c.d. sistema dell’house providing, ossia quel modello di organizzazione e gestione dei pubblici servizi che, dopo l’entrata in vigore del nuovo codice appalti e del testo unico sulle partecipate, consente con maggior facilità alle pubbliche amministrazioni di affidare a propri organismi, senza ricorrere al libero mercato. 

Venerdì mattina il Consiglio Comunale ha bocciato le due proposte di iniziativa popolare che Città in Comune e Officine Civiche hanno presentato, sottoscritte da centinaia di cittadini, più di un anno fa. Il voto contrario della maggioranza consiliare non ci stupisce, perché siamo consapevoli che un cambio di rotta nella gestione del bene comune in questa città richieda uno sforzo collettivo di tutti che non può prescindere da un ricambio urgente di classe politica a Ciampino. 

 Chi, in questi giorni, si trovasse ad andare in vacanza nel bellissimo Salento, tra Lecce e la costa di San Foca, potrebbe avere la fortuna di incappare in scene particolari, come un gruppo di moto-scooter e pedalò che accerchiano le barche di una multinazionale a pochi metri dalla spiaggia. Oppure, passeggiando per borghi e masserie, ci si potrebbe trovare nel bel mezzo di imponenti assemblee cittadine che continuano fino a notte fonda. Ma anche il turista più pigro potrebbe trovarsi a prendere il sole in uno stabilimento balneare sotto sventolanti bandiere bianche con una scritta rossa: NO TAP.

Il 2017 è iniziato con l’ennesima emergenza smog per il nostro paese. L’Italia ha fatto registrare da inizio anno livelli record di polveri sottili (PM10), con ben nove città, dove il limite giornaliero nel solo mese di gennaio è già stato superato per 15 volte. Già nel 2016 si è registrato il superamento dei 35 sforamenti annui in un capoluogo di provincia su tre. Ma L’Italia rischia anche una nuova procedura d’infrazione europea per eccessivo inquinamento da biossido di azoto (NO2) un altro pericolosissimo inquinante che costituisce un grave rischio per la salute. Il nostro paese è il primo in Europa per morti prematuramente all’anno, 87 mila persone, dovute alla pessima qualità dell’aria delle nostre città, con un’incidenza sulle malattie respiratorie più che raddoppiate negli ultimi 25 anni.

In base ai risultati dei monitoraggi eseguiti dall’Arpa Lazio sulla qualità dell’aria nell’ultimo quinquennio, il Comune di Ciampino recentemente è stato ricompreso tra i comuni in classe 1, quella con più elevato grado d’inquinamento atmosferico, determinato dai superamenti dei limiti di legge degli inquinanti PM10 e NO2, che si ricorda essere limiti sanitari. La Regione Lazio ad Ottobre scorso ha raccomandato i Comuni di adottare azioni emergenziali e programmate, con l’obbligo di predisporre Piani di Interventi Operativi (PIO), con le modalità  di una progressiva attuazione di provvedimenti, in relazione al persistere o all’aggravarsi delle condizioni d’inquinamento. Parliamo di misure molto più restrittive degli sporadici blocchi del traffico e di qualche giornata a targhe alterne, che l’Amministrazione comunale ha adottato negli ultimi due anni.

Mai come negli ultimi decenni la questione ambientale sta assumendo una dimensione sempre più drammatica per il futuro del pianeta, con il progressivo venir meno degli equilibri ecologici e soprattutto con il profilarsi di mutamenti climatici dagli esiti globali imprevedibili. Da circa duecentomila anni abbiamo trovato il modo di umanizzare ogni singolo ecosistema, di nominare e sottomettere le cose, di predare altre specie, di elevare l’umanità a padrona assoluta del tutto. Esseri antropocentrici è diventata per noi una necessità, più che una virtù.

“Gli organi competenti del Consiglio comunale di Ciampino, in totale spregio del Regolamento comunale, si ostinano a non voler calendarizzare la discussione in aula di due proposte di delibera d’iniziativa popolare firmate da centinaia di cittadini. Dopo numerosi solleciti in via formale e informale, abbiamo dunque voluto chiedere direttamente al Prefetto di intervenire affinché il Regolamento venga attuato e la volontà dei cittadini rispettata”. E’ quanto dichiarano Francesca De Rosa, in rappresentanza dell’associazione Officine Civiche, e Alessandro Porchetta della lista Città in Comune, primi firmatari di due delibere d’iniziativa popolare che chiedono, rispettivamente, l’istituzione di un Regolamento per l’urbanistica partecipata e un Censimento del cemento a Ciampino.

Ciampino vive da molto tempo con una diversità di fonti d’inquinamento, che compromettono  la qualità dell’ambiente e della salute dei suoi abitanti. PM10 (Polveri sottili), NO2 (Biossido di Azoto), Rn (Gas radon),  CO2 (Anidride carbonica), VOC (composti organici volatili), Db (Decibel), Diossine sono soltanto alcuni degli inquinanti di cui si apprezza una significativa concentrazione. Le diverse attività di monitoraggio succedutesi nel tempo sono risultate fondamentali per conoscere le diverse fonti emissive presenti nel territorio.

L’Aquila 2009, Emilia Romagna 2012. E poi il ventiquattro agosto 2016, il trenta ottobre, il diciotto gennaio 2017. Amatrice, Norcia, Arquata del Tronto, Accumoli. L’Appennino centrale trema e forse continuerà a tremare. E’ già successo in passato, siamo in un’area dalla forte sismicità, una zona d’Italia dove popolazioni millenarie di montanari hanno sempre combattuto contro gli eventi cataclismatici della natura. Solo che nei secoli passati il cemento armato non era ancora un affare milionario e pertanto c’erano pochi abusi edilizi a peggiorare una situazione senza dubbio già fortemente critica. Il sistema economico e affaristico malato si fa sentire di più, ogni volta che c’è un evento naturale di per sé terrificante e imprevedibile.