Progettare iniziative di tutela e sviluppo delle risorse ambientali, territoriali e naturali, nonché la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, produttivo e sociale;


È impossibile fare un discorso organico sulla questione rifiuti nel Lazio, mettendo dentro le vicende di Cerroni, la raccolta differenziata, il costo della Ta.Ri., senza incappare in lacune, omissioni, imprecisioni. Meglio provare con qualche riflessione in ordine sparso (ma non troppo) che consenta di avere un punto di vista un po’ meno parziale, pur non fornendo la ricetta per la soluzione definitiva del problema.

Ernesto Galli della Loggia, qualche giorno fa scriveva sul Corriere della Sera che è inutile farsi illusioni sulla moralità dei politici, men che meno sulla moralità di coloro che li eleggono, visto che spesso sono portati a credere a promesse che, a ben guardare, si capisce che, se mantenute, alla lunga non converrebbero a nessuno.
Ma tant’è.

Abbiamo consegnato questa mattina in Comune le firme dei cittadini che abbiamo raccolto per una proposta di delibera d’iniziativa popolare, per chiedere che Ciampino si doti di una serie di strumenti di partecipazione cittadina ai processi di trasformazione urbanistica. Il regolamento che tanti e tante hanno sottoscritto, già in uso e con risultati virtuosi in molte altre realtà locali, prevede processi e modalità per promuovere la partecipazione popolare nelle decisioni urbanistiche della città: 

Sono passate due settimane da quando un avviso pubblicato su un quotidiano a carattere nazionale, ha reso noto l’avvio della procedura competitiva per la vendita del complesso dell’IGDO. Base  d’asta 1,5 milioni di euro. La data per partecipare all’asta è fissata per il prossimo 12 Aprile. 15 giorni di articoli, dichiarazioni, commenti, petizioni on line, appelli, prese di posizione. Chi ha parlato di proposte improvvisate e fantasiose. Chi di chiacchiere, supposizioni ed illazioni. Chi di occasione straordinaria per provare ad acquisire al patrimonio comunale quell’area strategica per il futuro della città. Ci sono state anche richieste esplicite nei confronti del Presidente della Regione Lazio di sostegno alla possibile partecipazione del Comune di Ciampino alla procedura competitiva. 

Per votare contro il piano integrato, ai consiglieri comunali, soprattutto di maggioranza,  dovrebbero bastare le seguenti considerazioni di carattere politico: 

- è in contrasto con le dichiarazioni programmatiche del Sindaco (opzione zero al consumo del suolo, attuazione del PRG, varianti solo per aumentare gli standard dei servizi); 

- produce la frammentazione di un'area, la G4 di piano, di straordinaria importanza con i suoi 127 mila mq liberi da costruzioni, negandone definitivamente la funzione strategica per il quartiere e la città; 

- favorisce un solo privato attraverso una sorte di urbanistica a la carte quando invece il Comune deve, non dovrebbe, dotarsi di un proprio progetto di sviluppo, all'interno del quale, con procedure trasparenti, valutare le proposte compatibili di imprenditori privati. 

Le associazioni “Città in Comune” e “Officine Civiche” hanno comunque presentato delle osservazioni sugli aspetti tecnici della delibera di piano integrato, controdedotte con una istruttoria d'ufficio carente e contraddittoria che testimonia come il piano dovrebbe essere bocciato anche per motivazioni di tipo tecnico.

Proviamo a riassumere:

Il 17 aprile 2016 l'Italia sarà chiamata a votare per un referendum importantissimo, che riguarda la possibilità di abrogare la norma che estenderebbe le concessioni alle multinazionali degli idrocarburi di trivallare i mari italiani (entro le 12 miglia) fino al totale esaurimento dei giacimenti. Abrogare questa norma significa salvare le nostre coste, difendere l'economia locale basata sulla pesca e sul turismo, nonché mandare un forte segnale per la conversione ecologica del modello energetico italiano, europeo e globale.
Per questo sarà importante andare a votare per il Sì all'abrogazione di tale norma, attraverso l'unico strumento democratico che abbiamo per fermare le trivelle e immaginare un Paese più pulito, sostenibile, libero e all'avanguardia.

Quando si vota?

Il Consiglio Cittadino di Venerdì 7 Aprile ha visto una altissima partecipazione di cittadini ed ha tracciato un primo bilancio dell’incontro: l’amministrazione comunale ha rinunciato alla possibilità di acquisire l'Igdo, nonostante il diritto di prelazione certificato dalla nota ricevuta dalla Sovrintendenza lo stesso giorno. Di fronte a questo ennesimo rifiuto di un cambio di rotta e il conseguente regalo al soggetto privato di turno, la città non sarà complice. 

La rilevanza delle problematiche ambientali in atto nel territorio comunale di Ciampino concernenti diverse tipologie d’inquinanti, con particolare riferimento all’inquinamento atmosferico, acustico derivante da rumore aeroportuale e gas endogeni provenienti dal suolo e sottosuolo (CO2 – Radon), continua a porre all’Amministrazione l’obbligo di elevare il livello di attenzione e di conoscenza dei fenomeni, nel perseguimento del pubblico interesse e a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Per questo motivo nell’Aprile del 2014 il Consiglio Comunale, con propria Deliberazione la n.26 ha disposto l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale Comunale della Città di Ciampino, organismo con funzioni di supporto ed assistenza tecnica agli organi comunali per tutte le valutazioni e le iniziative che riguardano le problematiche ambientali e le ricadute sulla salute dei cittadini, nonché quale organo di collegamento con le strutture tecniche regionali e nazionali che per istituto effettuano rilievi e controlli ambientali sul territorio. A distanza di 20 mesi dall’approvazione di quell’atto d’indirizzo, il Sindaco ancora non ha nominato i componenti dell’Osservatorio Ambientale e di fatto l’organismo non sì è ancora materialmente insediato. Ci sembra un segnale preoccupante della la poca percezione che si ha della gravità del contesto ambientale di questo territorio.

Il pomeriggio di sabato 2 aprile, un gruppo di cittadini ciampinesi si incontrerà in piazza della Pace per discutere del futuro del complesso ex Istituto Gesù Divino Operaio. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è quello di riportare il tema IGDO al centro di un percorso realmente partecipato e condiviso dalla cittadinanza, dopo che, per ammissione della stessa Amministrazione, la società proprietaria Siciet è stata indirizzata a vendere attraverso un’asta pubblica con base 1,5 milioni di euro, alla ricerca di acquirenti privati intenzionati a cogliere tali convenienti condizioni di partenza. “La notizia tardiva e le decisioni prese senza coinvolgere la città, denotano purtroppo la scarsa intenzione degli amministratori a sostenere un processo partecipato”, spiegano i promotori dell’incontro. “Per questo ci siamo auto-convocati come cittadini, affinché possa aprirsi davvero una discussione ampia in merito, soprattutto dal momento che da più parti si sta alzando a gran voce la richiesta che il Comune partecipi all'asta. L'Amministrazione avrebbe dovuto farsi essa stessa promotrice di una riflessione pubblica e politica. Non lo ha fatto. Anzi, i ciampinesi hanno saputo dell’asta pubblica fortuitamente attraverso i media. Ci auguriamo che il 2 aprile gli amministratori intervengano e si confrontino con disponibilità con i cittadini e gli attori sociali del territorio”.

E’ ufficiale: con la prossima apertura di un nuovo punto ristorazione della catena Mc Donald’s a Frattocchie (svincolo Appia/Nettunense), noi ciampinesi saremo circondati! Scherzi a parte, due delle principali porte d’ingresso al nostro territorio comunale, prima l’uscita del GRA in viale Kennedy e ora l’Appia nuova, avranno come biglietto da visita due Mc Donald’s, pensati per gli automobilisti transitanti (soluzione Mc Drive) e per i cittadini locali annoiati e affamati.

E’ ovvio che Mc Donald’s persegua il suo obiettivo, e cioè gli affari, le vendite. E’ dunque vero che la multinazionale ha tutti gli interessi nell’intraprendere un piano di espansione in zone periferiche della metropoli, ormai estesa ben oltre il Raccordo, lungo le sue direttrici viarie e di pari passo con l’estensione dei distretti commerciali (Gregna Sant’Andrea o Frattocchie in questo caso).