Progettare iniziative di tutela e sviluppo delle risorse ambientali, territoriali e naturali, nonché la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, produttivo e sociale;


Pochi mesi fa l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato il rapporto sul consumo di suolo in Italia. Nel belpaese ogni giorno si consumano 55 ettari di territorio, con una velocità compresa tra i 6 e i 7 metri quadrati al secondo. Si è passati dal 2,7% degli anni 50 al 7,0% stimato per il 2014. A livello regionale nel 2013 abbiamo 15 regioni che superano il 5% di consumo di suolo. Il Lazio insieme a Campania, Puglia, Emilia e Piemonte si trova tra il 7 e il 9%.
Nella Provincia di Roma, la cui percentuale si attesta al 10,6%, tra i comuni sopra i 20mila abitanti Ciampino è il Comune che vanta il maggior consumo di suolo, 32,9%. La nostra città conserva anche un altro primato: il primo comune del Lazio per densità, con 2956 abitanti per kilometro quadrato. Il suo territorio è caratterizzato da una morfologia compatta e associando questa caratteristica alla densità molto alta, all’estensione territoriale limitata (13 kmq) e ai suoi confini in gran parte urbanizzati è da considerarsi, da un punto di vista dell’ecosistema, ormai saturo.

Mentre attendiamo sempre speranzosi buone notizie dall'amministrazione comunale, fatti e scelte compiuti nell'estate che se ne è appena andata ci hanno lasciato la bocca amara. Il 10 luglio la Soprintendenza del Lazio ha esteso il vincolo per la tutela archeologica a tutta l'area dove doveva sorgere la 167 di Mura dei Francesi. Hanno vinto le buone ragioni di chi ha sempre sostenuto la necessità di valorizzare integralmente il sito nel quale è stata ritrovata, dopo duemila anni, la villa del console Valerio Messalla Corvino con il gruppo scultoreo delle niobidi. Quindi non si costruiranno le palazzine in un luogo che dovrebbe essere destinato a parco archeologico e che potrebbe rappresentare una svolta per il rilancio della nostra città. Tutto bene quindi? No, perchè non possiamo dimenticare l'ostinazione con la quale il Sindaco uscente facente funzioni, e quello entrante e attuale, si sono opposti a qualsiasi forma di salvaguardia dell'area, facendo ricorso al precedente e più limitato vincolo e ponendo la Giunta di Ciampino in contrasto non solo con cittadini e movimenti, ma anche con le autorità preposte alla difesa del patrimonio storico e culturale, che un Comune dovrebbe sentire il dovere di sostenere.
Non abbiamo ascoltato una parola di autocritica e non ci è dato di sapere come l' amministrazione comunale intenda uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata per risolvere il contenzioso, molto oneroso, con cooperative ed assegnatari e quindi per non pregiudicare l'acquisizione al patrimonio pubblico delle aree cedute dai proprietari.

“La prima delle quattro sentenze che il Tar del Lazio ha emesso sui ricorsi amministrativi promossi da diversi soggetti, avverso il vincolo apposto dalla Soprintendenza con decreto 126 del 2013 nei confronti del Portale seicentesco e le Mura dei francesi, risulta contraddittoria e prefigura inevitabili ulteriori impugnative ”. E’ quanto dichiara il Capogruppo di ‘Sel– tutta un’altra storia’ Guglielmo Abbondati a commento della Sentenza della Sezione Seconda Quater del Tar Lazio N.00185 dello scorso 8 gennaio.

Dopo anni di battaglie da parte di comitati, movimenti e singoli cittadini, dopo anni di sensibilizzazione culturale, sit-in sotto la Soprintendenza, interrogazioni parlamentari, arriva la notizia in cui tanti ormai neanche speravano più: L'area compresa all'interno del Muro dei Francesi è stata sottoposta a vincolo totale dal Mibact. Chi voleva a tutti i costi costruire in questa zona dovrà rassegnarsi, per una volta, di fronte alla giusta logica della preservazione dei beni archeologici, monumentali, paesaggistici e ambientali del territorio. Una vittoria per tanti, ma anche la dimostrazione palese che la decisione di alcuni amministratori di fare ricorso al Tar contro il precedente vincolo parziale sul muro, è stata una mossa avventata, malsana e politicamente fallimentare.