La distanza fisica e l’isolamento di questi giorni, esplicati in quella terribile quanto forse inevitabile locuzione di “distanziamento sociale”, stanno producendo effetti enormi sulla quotidiana tenuta della nostra socialità. Effetti che impattano in maniera diversa a seconda della classe, il genere, la professione, il quartiere di residenza. Il lock-down ha già prodotto femminicidi, nel senso che ci sono donne che sono state ammazzate in un contesto di convivenza forzata con uomini violenti, ampliando il dato già maggioritario della violenza di genere entro le mura domestiche. Pensiamo anche ai disagi psichici, alle depressioni croniche, alle persone che soffrono di attacchi di panico. Un ragazzo di Albano questa mattina si è tolto la vita; una tragedia di cui non si conoscono le dinamiche, ma pare certo che soffrisse di una depressione certificata. Pensiamo infine ai bambini e bambine che stanno subendo una discriminazione educativa, avendo scarso accesso alla didattica a distanza a causa di contesti abitativi e familiari proibitivi.

A qualche settimana dalla data del 6 Gennaio all'Alvarado Street, abbiamo accolto nella nostra sede di Officine Civiche la band Ciampinese, i Malerba, nella voce di Giorgio Ripani – detto J – e Andrea Strazzulla – detto Strazz. Per la rubrica "support your local" ho intervistato la band hardcore-punk che canta Ciampino Pagana e nei cori delle loro canzoni si possono trovare anche frasi come “Ciampino è già fallout”. 

Le associazioni Ciampino Bene Comune, Officine Civiche e Orizzonte hanno protocollato presso il Comune di Ciampino le proprie manifestazioni d'interesse nell'ambito del bando sulla Rigenerazione urbana, che raccoglie proposte preliminari di intervento e contributi partecipativi, in materia urbanistica ed edilizia, riferiti alle indicazioni della Legge Regionale 7/2017.

La nostra piccola scuola popolare, Dopòlis, è alla continua ricerca di stimoli di riflessione e di crescita umana, sociale e politica. Per questo, ad esempio, facciamo parte della Rete delle Scuole Popolari di Roma; per questo inoltre accogliamo spesso contributi e analisi dalle esperienze di educazione emancipatrice in giro per il mondo. Nell’ambito delle interviste su questo spazio web con importanti leader sociali dell’America Latina, questa volta abbiamo voluto fare una chiacchierata con un compagno noto nel contesto dell’educazione popolare nei luoghi più poveri e marginalizzati di Buenos Aires. Lui è Maximiliano Malfatti, maestro, educatore, militante sociale, punto di riferimento per tanti. Maxi dedica la sua vita alla causa degli ultimi, coniugando il lavoro di insegnante con la missione di organizzatore di importanti progetti di alfabetizzazione e formazione in una “villa miseria”, il corrispettivo argentino delle favelas o delle nostre baraccopoli, luoghi dell’esclusione sociale per eccellenza.  

Quello che mi ha catturato del Brasile è la Foresta. Quest’essenza selvaggia e spavalda, che cerca di farsi largo e imporsi sull’uomo. La Foresta sembra prendere parte ad una lotta continua; la sua è una nitida voce di ribellione, di limitazione al tentativo di prevaricazione imposto dal cemento.

 

Cooperative rosse, cooperative bianche, false coop, modello Buzzi, business dell’accoglienza. Sono termini che fanno parte del linguaggio comune dell’Italia contemporanea, che parlano di questioni reali, di problemi anche strutturali del nostro paese. Li sentiamo da sempre, li abbiamo sentiti nuovamente durante la campagna elettorale in Emilia Romagna proprio perché quella terra rappresenta il cuore storico e identitario del cooperativismo operaio. Tuttavia, anche il giorno dopo le elezioni, queste stesse locuzioni che - ripeto - testimoniano una situazione esistente, sono state pronunciate non solo da destra, ma anche da settori della sinistra radicale che hanno rinunciato ad un’analisi più profonda della realtà economica di quelle terre che dimostrano di non conoscere, piegandosi con superficialità ai costrutti dominanti della vulgata liberista. E questo è imperdonabile. 

Questa è una storia che inizia con cinque ragazzi, tra cui due cugini, che per amore dell'arte lanciano una “call for artists”, ossia una chiamata per gli artisti, nel giardino di casa, a Ciampino. E' l'estate del 2018, fa caldo e nel giardino di casa si conoscono le persone, gli amici, gli artisti del territorio che saranno i protagonisti delle vicende di questa storia. 

Nasce ufficialmente CLiP - Centro Linguistico Popolare, un progetto educativo che si basa sull’insegnamento di seconde lingue con corsi accessibili, garantendo la qualità della formazione. E’ un progetto creato e promosso da un gruppo di insegnanti di lingue e studenti universitari, nell’ambito dell’associazione Officine Civiche, che mettono insieme il loro impegno, esperienza e conoscenza per organizzare una proposta educativa basata sui principi di cooperazione, collaborazione e autogestione. 

Che il potere politico a Ciampino, ormai da anni, faccia gli interessi di privati impegnati solo nella ricerca della rendita sul nostro territorio, non è un mistero per nessuno. Ma quando abbiamo visto l’albero di Natale del Comune addobbato con tanti dischetti di cartone con impresso il logo di Aeroporti di Roma, siamo decisamente tutti saltati sulla sedia. Questo non solo perché l’amministrazione attuale è occupata da settimane in un’infantile polemica contro i comitati cittadini che chiedono alle multinazionali dei voli low-cost di rientrare nei parametri di legge, ma anche perché la stessa Giunta ha espressamente rifiutato i soldi della tassa di scopo che AdR ha versato alla Regione Lazio per risarcire i territori dai danni causati dall’attività aeroportuale. I soldi per i cittadini, per mettere in sicurezza le scuole dal rumore, per monitorare l’impatto ambientale, per creare infrastrutture contro l’inquinamento, non li vogliono. Quelli per fare un alberello pubblicitario sono invece ben accetti.