"Proprio come la vera funzione dello Stato capitalistico nell’amministrare la società della produzione era quella di assicurare un continuo e proficuo incontro tra il capitale e il lavoro, mentre la vera funzione dello Stato che presiede alla società dei consumi è di assicurare il frequente e positivo incontro tra i prodotti di consumo e i consumatori, così il punto focale dello Stato culturale, ossia dello Stato orientato verso la promozione delle arti, deve concentrarsi sul garantire e coadiuvare il continuo incontro tra gli artisti e il loro pubblico. È dentro questo tipo di incontro che le arti della nostra epoca vengono concepite, generate, stimolate e realizzate".

Trasferitosi dal nord Italia nella Sicilia degli anni 50 in piena crisi economica e sociale, Danilo Dolci ci ha insegnato come l'educazione popolare, quella che mette in moto le coscienze, lo spirito critico, la comunicazione, l'ascolto reciproco e attivo, sia la forma più incisiva di lotta per i diritti di tutte e di tutti e per la difesa dei nostri territori.

Undici ottobre 2019, Buenos Aires, Argentina. 
Sono le 17.00, si suppone che sia iniziata la primavera ma c’è un tempaccio, cielo grigio ed acquazzoni.  Mi carico gli zaini in spalla e mi avvio verso la stazione dei treni, direzione La Plata. I miei ricordi del treno che collega CABA (Città Autonoma di Buenos Aires) a La Plata non sono dei migliori, molto insicuro e pieno di delinquenza, quindi parto un po' preoccupata. 

Femminista, militante, avvocatessa degli ultimi e dei movimenti sociali argentini. Con origini italiane e un'ottima padronanza della nostra lingua, la compagna Gabriela Carpineti è diventata un volto noto in Argentina soprattutto per il suo impegno legale al fianco di chi non ha diritti, o di chi spesso non ha voce per farli valere.

“Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo. Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: ci si libera insieme". 

Paulo Freire (Recife, 1921 – São Paulo, 1997), pedagogista

"Tutti insieme famo paura", cantano in coro i ragazzi delle scuole superiori romane. "We want you to panic", "il nostro futuro vale più dei vostri profitti", "Capitalismo Colonialismo e Carbone sono i demoni da combattere per salvare il pianeta", sono alcune delle frasi scritte su cartelli fatti a mano e striscioni colorati, insieme alla più vasta varietà di slogan ironici che solo una piazza del genere poteva partorire, con vere e proprie perle degne della migliore tradizione satirica al tempo dei meme. Ma i ragazzi e le ragazze del Global Climate Strike, a qualcuno fanno paura davvero. Sono consapevoli di farla e non vogliono passare per un movimento di giovani docili e benvoluti, nonostante i moltissimi tentativi di un sistema che prova a comprimerli tra lodi e derisioni, tra pretese di addomesticare la piazza e squallido benaltrismo. Entrambi gli atteggiamenti sono la prova lampante della paura che fa questa mobilitazione, la cui eterogeneità e le cui crepe ideologiche sono l'obiettivo preso di mira dal potere per sgonfiare il movimento e disinnescarne la carica rivoluzionaria, reale o potenziale.

Sul decreto sicurezza bis c'è un dato giuridico e un dato politico. Il primo è rappresentato dall'ombra di incostituzionalità del decreto, come osservato da quasi tutti gli esperti di diritto costituzionale, poiché il decreto violerebbe, soprattutto nei primi due articoli, le norme della Costituzione che parlano espressamente di solidarietà e di adeguamento alle leggi internazionali per quanto concerne lo status dei cittadini stranieri, leggi che a sua volta il dl sicurezza bis sembra ignorare. 

Abbiamo appreso che nel corso della prima seduta del Consiglio Comunale, il capogruppo del Partito Democratico ha espresso una sorta di mea culpa per la mancata discussione, nella scorsa consiliatura, delle delibere di iniziativa popolare proposte da alcune realtà associative del territorio, tra cui la nostra, relativa all’istituzione di un Regolamento per la partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione urbana della nostra città.

E' ufficialmente aperta la nostra SOTTOSCRIZIONE A PREMI per sostenere i progetti di Officine Civiche!

Acquistando un biglietto potrai aiutare l’associazione a portare avanti le sue attività di mutualismo e impegno sociale sul territorio di Ciampino, tra cui: DoPòLiS, la scuola popolare che si occupa di contrastare la dispersione scolastica e le povertà educative; lo Sportello Sociale & Solidale, presidio di sostegno e mediazione per il lavoro, il reddito e l’istruzione per gli adulti; i progetti e le lotte per la tutela del territorio, per l’ambiente, i Beni Comuni, la democrazia partecipata, i diritti di tutte e tutti.