Questa è una storia che inizia con cinque ragazzi, tra cui due cugini, che per amore dell'arte lanciano una “call for artists”, ossia una chiamata per gli artisti, nel giardino di casa, a Ciampino. E' l'estate del 2018, fa caldo e nel giardino di casa si conoscono le persone, gli amici, gli artisti del territorio che saranno i protagonisti delle vicende di questa storia. 

Nasce ufficialmente CLiP - Centro Linguistico Popolare, un progetto educativo che si basa sull’insegnamento di seconde lingue con corsi accessibili, garantendo la qualità della formazione. E’ un progetto creato e promosso da un gruppo di insegnanti di lingue e studenti universitari, nell’ambito dell’associazione Officine Civiche, che mettono insieme il loro impegno, esperienza e conoscenza per organizzare una proposta educativa basata sui principi di cooperazione, collaborazione e autogestione. 

Che il potere politico a Ciampino, ormai da anni, faccia gli interessi di privati impegnati solo nella ricerca della rendita sul nostro territorio, non è un mistero per nessuno. Ma quando abbiamo visto l’albero di Natale del Comune addobbato con tanti dischetti di cartone con impresso il logo di Aeroporti di Roma, siamo decisamente tutti saltati sulla sedia. Questo non solo perché l’amministrazione attuale è occupata da settimane in un’infantile polemica contro i comitati cittadini che chiedono alle multinazionali dei voli low-cost di rientrare nei parametri di legge, ma anche perché la stessa Giunta ha espressamente rifiutato i soldi della tassa di scopo che AdR ha versato alla Regione Lazio per risarcire i territori dai danni causati dall’attività aeroportuale. I soldi per i cittadini, per mettere in sicurezza le scuole dal rumore, per monitorare l’impatto ambientale, per creare infrastrutture contro l’inquinamento, non li vogliono. Quelli per fare un alberello pubblicitario sono invece ben accetti. 

Il 2019 sta per finire, si conclude un anno travagliato, pieno di contraddizioni e novità che ci hanno fatto saltare sulla sedia chiedendoci se i canoni, criteri e sistemi del '900 siano ancora attuabili. Tra queste novità, bisogna evidenziare l'esperienza del popolo curdo in Siria del Nord-est. Cosa è accaduto:

Un vino locale di qualità, prodotto da una cantina di famiglia che si riscopre al femminile. Una bicicletta autoprodotta dalle realtà conflittuali che si battono per un modello di mobilità sostenibile e sicuro. Un cesto di tisane provenienti da cooperative agricole del sud del mondo, acquistate con una filiera solidale e alternativa alla grande distribuzione. E poi artigianato, cosmesi naturale, pezzi unici di artisti emergenti, il tutto realizzato da donne giovani, creative e geniali!

In questi giorni, dalle pagine social della comunità ciampinese, si è parlato di Andrea Millevoi, militare italiano caduto in Somalia nel ‘93 e sepolto a Ciampino. Si è avanzata l’idea di dedicare una via della città a questo ragazzo, che ci addolora aver avuto come concittadino solo dopo l’estremo saluto alla vita. Siamo totalmente d’accordo. Per questo abbiamo voluto raccontare quella storia, tutta la storia sin dall'inizio. Poiché il rischio delle altisonanti commemorazioni pronunciate dai pulpiti delle istituzioni, è quello di snaturare il ricordo di lui e degli altri figli delle nostre periferie mandati a morire in nome di un legame antico e coloniale tra due nazioni. Un legame che necessita oggi di essere riletto e rivoluzionato in nome dell’uguaglianza, dell’amicizia tra i popoli e della libertà per le nostre rispettive terre contro ogni imperialismo. 

I movimenti Città in Comune, Partecipazione Civica, Potere al Popolo Ciampino e le associazioni Officine Civiche e Ciampino Bene Comune, sono liete di invitarvi ad un’iniziativa pubblica per parlare della resistenza in Rojava e  conoscere meglio il confederalismo democratico, un modello sociale e politico alternativo a quello imposto dal moderno stato-nazione e dal capitalismo, che le comunità a maggioranza curda stanno sperimentando in Siria del Nord. 

La wiphala sventola accanto alla bandiera nazionale boliviana, in mano agli indios, ai contadini e ai minatori che stanno protestando contro i militari e a sostegno di Evo Morales, il primo presidente indigeno e il primo a dare educazione, welfare e diritto di cittadinanza a migliaia di reietti dalla faccia scura e dalle lingue arcaiche. Quella bandiera a scacchi colorati rappresenta la Plurinazionalità, il carattere distintivo della moderna Bolivia. Essere uno Stato Plurinazionale significa che ognuno ha cittadinanza piena, ogni popolo ha diritto alle sua forme di democrazia locale, ogni cultura è rappresentativa della Patria nella propria diversità. La Bolivia di Evo è stata (ed è) uno dei primi esperimenti di ripensamento dello stato-nazione borghese in luogo di qualcosa di nuovo. Una Patria orgogliosamente sovrana e indipendente, ma non più escludente, non più patriarcale, non più razzista, non più classista. L'unico paese al mondo ad avere tra i suoi valori fondativi, scritto nero su bianco in Costituzione, la Pachamama, la Madre Terra, che si traduce nell'obiettivo del governo Morales di rendere il paese quasi totalmente libero dalle energie fossili entro il 2025. 

Proseguono le nostre chiacchierate con esponenti dei movimenti latinoamericani in questo ottobre particolare, che è iniziato con le proteste e le terribili immagini di repressione dall’Ecuador e dal Cile da parte di due governi della destra neoliberista, ma sta per chiudersi con una serie di vittorie elettorali dei governi popolari e socialisti, tra cui la Bolivia di Evo Morales che, non senza attriti con un’opposizione ostile, sembra confermare il successo di quel particolare modello di crescita e redistribuzione. Domenica scorsa è stata la volta di Argentina e Uruguay, dove le sinistre hanno conquistato la maggioranza dei consensi a conferma di una ritrovata buona salute in Sudamerica per le ricette progressiste del “campo popular”.