Sul decreto sicurezza bis c'è un dato giuridico e un dato politico. Il primo è rappresentato dall'ombra di incostituzionalità del decreto, come osservato da quasi tutti gli esperti di diritto costituzionale, poiché il decreto violerebbe, soprattutto nei primi due articoli, le norme della Costituzione che parlano espressamente di solidarietà e di adeguamento alle leggi internazionali per quanto concerne lo status dei cittadini stranieri, leggi che a sua volta il dl sicurezza bis sembra ignorare. 

Abbiamo appreso che nel corso della prima seduta del Consiglio Comunale, il capogruppo del Partito Democratico ha espresso una sorta di mea culpa per la mancata discussione, nella scorsa consiliatura, delle delibere di iniziativa popolare proposte da alcune realtà associative del territorio, tra cui la nostra, relativa all’istituzione di un Regolamento per la partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione urbana della nostra città.

E' ufficialmente aperta la nostra SOTTOSCRIZIONE A PREMI per sostenere i progetti di Officine Civiche!

Acquistando un biglietto potrai aiutare l’associazione a portare avanti le sue attività di mutualismo e impegno sociale sul territorio di Ciampino, tra cui: DoPòLiS, la scuola popolare che si occupa di contrastare la dispersione scolastica e le povertà educative; lo Sportello Sociale & Solidale, presidio di sostegno e mediazione per il lavoro, il reddito e l’istruzione per gli adulti; i progetti e le lotte per la tutela del territorio, per l’ambiente, i Beni Comuni, la democrazia partecipata, i diritti di tutte e tutti.

Da qualche anno come realtà sociale abbiamo osservato, studiato e raccontato il movimento municipalista globale, che proprio dalle città (le articolazioni dello Stato più prossime ai cittadini) sta cercando di declinare in senso democratico radicale le sfide della rappresentanza per il governo pubblico dei Beni Comuni, della sostenibilità ambientale e sociale, della sovranità popolare sui territori. Lo abbiamo fatto aderendo alla rete internazionale delle “Fearless Cities”, le città senza paura, che mette insieme associazioni, movimenti ed esperienze politiche in tutto il mondo, per rimettere al centro i temi della democrazia partecipata e della difesa delle risorse pubbliche dall’aggressione, da una parte, del grande capitale internazionale, e dall’altra delle spinte centraliste e burocratiche di uno Stato novecentesco che non riesce a trovare una sua evoluzione in senso moderno, sostenibile e orizzontale.

Se l’universale dipende dalla logica e l’uniforme appartiene all’ambito dell’economia, il comune, invece, ha una dimensione politica: il comune è ciò che si condivide. […] Ed è proprio questo il nodo cruciale dei nostri tempi, qualunque sia la scala del comune che viene presa in considerazione – della Città, della nazione o dell’umanità: soltanto se promuoviamo un comune che non sia una riduzione all’uniforme, il comune di questa comunità sarà attivo, creando effettive opportunità di condivisione.

François Jullien

Care compagne, cari compagni,

utilizziamo questa espressione per appellare i membri, i simpatizzanti e tutte le persone che fanno parte in qualche modo del percorso quotidiano di questa piccola comunità che è Officine Civiche. Non per qualche motivo nostalgico, ma perché è quello che siamo: condividiamo tempo, spazi, problemi comuni, soluzioni condivise, valori e idee. 

E’ on-line la mappa collaborativa dei Beni Comuni e della Rete territoriale di Ciampino, presentata da Officine Civiche e realizzata nella sua fase iniziale da un gruppo di attivisti, ma aperta al contributo di chiunque abbia voglia di costruire con noi questo strumento partecipativo. Scopo principale è la mappatura dei cosiddetti “Commons” urbani, dei servizi sociali e culturali pubblici e/o cooperativi, dei movimenti cittadini, il mutualismo e le reti civiche, delle reti di consumo alternativo, e di tutti i Beni Comuni materiali o immateriali presenti sul nostro territorio comunale. 

Raccontare il mondo per immagini fa sempre più parte del nostro vivere quotidiano.

La leggerezza e i costi ridotti delle tecnologie digitali hanno favorito l'utilizzo diffuso del video e della fotografia: si tratta di un fenomeno positivo, che “democratizza” il racconto del reale.

Aiutiamoli a casa loro, dicono. Innanzitutto, diciamo noi, va premesso che una giusta accoglienza di chi emigra in cerca di una vita migliore prescinde dall’esigenza di creare le condizioni affinché nessuno in futuro debba scappare da fame, guerre o repressione. La necessità che nessuno muoia in mare, la libertà di movimento per i lavoratori, la lotta allo schiavismo e al caporalato, saranno sempre le condizioni imprescindibili delle nostre lotte insieme ai popoli oppressi, al contrario di quanto sostiene la propaganda di chi ci governa. Porre le due cose in antitesi significa essere in malafede. Detto ciò, i metodi efficaci per “aiutarli a casa loro” sono solo due: o si fa come Karim Franceschi e Vittorio Arrigoni, andando ad aiutare le lotte popolari in loco, o si fa come Seretse Khama. Ferma restando la validità della prima soluzione - nel caso di Arrigoni pagata col sangue - è interessante sapere chi era Khama, primo presidente del Botswana, l’unico paese africano dal quale “non partono migranti”.