Abbiamo avuto modo di assistere alla proiezione di “Anello di fumo” direttamente dall’interno di uno dei campi raccontati dal film, la Barbuta, alle porte di Ciampino, in occasione della campagna capitolina “Spiazziamoli – 50 piazze per la democrazia e contro le mafie”.   Leggi tutto

C’è un’altra terra dei fuochi, in tutto e per tutto simile alla tristemente celebre emergenza dei roghi tossici in Campania, che si estende fuori Roma, come una fascia ininterrotta attorno al Raccordo Anulare. Una situazione sociale ed ecologica esplosiva, che ha nel proprio epicentro i campi nomadi delle periferie romane, dove vengono riversate illegalmente tonnellate di rifiuti speciali, da parte di aziende, sistemi criminali o semplici cittadini italiani. La video-inchiesta “Anello di fumo”, realizzata dai giovani giornalisti e video-maker Edoardo Belli, Rossella Granata, Elena Risi e Valentina Vivona, racconta magistralmente questa situazione.

1)La Città Vecchia      
2) Via del Campo  

Queste prime due canzoni che abbiamo ascoltato rappresentano il primo periodo della carriera artistica di De Andrè, e fin da subito nell’autore diventa centrale il tema della città, intesa come spazio dell’agire umano e del rapporto sociale. Ma già in questi primi due brani viene quasi svelato il percorso che in De Andrè porta dall’idealizzazione del tessuto sociale antico della città, un’epoca dove le contraddizioni erano contenute in rituali atavici, ironici e quasi carnevaleschi, fino alla degenerazione di quelle contraddizioni in una decadenza della condizione umana all’interno del tessuto urbano.
Questo percorso ovviamente non è ancora compiuto, ma già si passa dall’idealizzazione della città portuale degli anni 50 alla marginalizzazione dell’uomo nella civiltà urbana post-industriale. Se nella città vecchia ancora il boom economico non ha innescato quella metamorfosi nei costumi e nei comportamenti dell’italiano, in via del campo è già presente il senso di smarrimento di fronte a quella città “nuova” dove nasce un’umanità reietta che sarà la grande protagonista di tutta la lirica successiva dell’autore.  
Questa umanità ai margini verrà dunque indagata da De Andrè punto per punto.

La città e la sua evoluzione nelle parole di Fabrizio De Andrè.

Come evolve il concetto di Città, intesa come spazio dell’agire umano e del rapporto sociale, nelle liriche di un cantautore testimone dei cambiamenti del ‘900?

Fabrizio De Andrè affronta il tema “Città” sin dalle sue prime opere, dall’idealizzazione del tessuto sociale antico della città fino all’evoluzione di un contesto urbano sorprendentemente moderno, con tutte le sue sfumature, problematiche collettive e intime.

Crediamo che la nostra Ciampino rappresenti uno dei tanti esempi di città a cavallo tra i due millenni, raccontata attraverso le tematiche umane indagate da De Andrè . Non una “città vecchia” ma senz’altro figlia di quello spaccato di “visioni di anime contadine” risultato del l’ emigrazione italiana. E a sua volta madre adottiva, spesso moralista e diffidente, dei cittadini del mondo della “Khorakanè”. Spettatrice e protagonista dei cambiamenti politici e culturali del secolo scorso, a volte città ribelle, a volte conformista.

Abbiamo voluto provare a raccontare attraverso le parole, le sensazioni e le visioni di De Andrè, una città come la nostra o come tante altre. Una città fatta di relazioni e solitudini, paure e sogni.

Il Consiglio comunale di Roma oggi ha approvato il registro delle Unioni Civili, dopo mesi di boicottaggi e campagne oscurantiste della destra capitolina. Tutte le coppie non legate a vincoli matrimoniali, da oggi, sono ufficialmente riconosciute da Roma Capitale.

A Ciampino esiste un registro delle Unioni Civili da diversi anni, approvato nel giugno del 2008 con una mozione presentata dai consiglieri comunali del centrosinistra sulla base di una petizione popolare. Siamo stati tra i primi comuni della Provincia di Roma e del Lazio a dotarci di un simile registro. Per questo oggi, anche di fronte al bellissimo traguardo di civiltà di Roma Capitale, dobbiamo impegnarci affinché questo strumento non rimanga inutilizzato e reso obsoleto, ma venga adeguatamente promosso e ne venga facilitato l’accesso ai cittadini. 

“La prima delle quattro sentenze che il Tar del Lazio ha emesso sui ricorsi amministrativi promossi da diversi soggetti, avverso il vincolo apposto dalla Soprintendenza con decreto 126 del 2013 nei confronti del Portale seicentesco e le Mura dei francesi, risulta contraddittoria e prefigura inevitabili ulteriori impugnative ”... Leggi tutto.

“La prima delle quattro sentenze che il Tar del Lazio ha emesso sui ricorsi amministrativi promossi da diversi soggetti, avverso il vincolo apposto dalla Soprintendenza con decreto 126 del 2013 nei confronti del Portale seicentesco e le Mura dei francesi, risulta contraddittoria e prefigura inevitabili ulteriori impugnative ”. E’ quanto dichiara il Capogruppo di ‘Sel– tutta un’altra storia’ Guglielmo Abbondati a commento della Sentenza della Sezione Seconda Quater del Tar Lazio N.00185 dello scorso 8 gennaio.

“Essere l’ingranaggio di un motore che mette in atto il cambiamento”, questa è la sfida che si prefigge la neonata associazione Officine Civiche, uno spazio politico-culturale di formazione e informazione per la città di Ciampino e non solo. Officine Civiche trae origine da diverse esperienze politiche e civiche, ma si pone l’obiettivo di allargare il suo campo d’azione ad esperienze diverse e verso tutte le attività che possano contribuire ad amalgamare e migliorare il tessuto umano di una città: la cultura, la divulgazione, la formazione, lo sport, l’ambiente, la solidarietà.

Per questo Officine Civiche ha presentato la sua prima iniziativa pubblica nell’ambito della rassegna ‘Storia Nostra’, una serie di appuntamenti culturali che intendono affrontare (non senza un pizzico di creatività) vicende, personaggi, eventi, situazioni e contesti storici che hanno attraversato la nostra città. “Ciampino è stato un luogo-chiave in determinati passaggi della storia, per motivi logistici, umani, geografici, culturali”, spiegano dall’associazione. “Ciò nonostante, all’interno del territorio, viene ancora troppo spesso considerata una città senza storia, senza passato. Con questa rassegna vogliamo dimostrare, attraverso vere e proprie narrazioni su fatti, luoghi e persone, come la storia sia passata nel nostro territorio in diversi momenti e per diverse ragioni”.