E’ notizia di questi giorni la disposizione della Prefettura di assorbire la presenza di migranti nell’area dei Castelli romani equamente sui territori di diversi comuni. Un assetto che alleggerirebbe l’impatto sociale sia per i migranti che per le comunità stesse, perché si tratterebbe di appena lo 0,15% sul totale della popolazione del comune ospitante. Questo dato, ovvero appena 1481 stranieri tra giovani, donne e bambini, su un totale della popolazione dei Castelli di quasi 300 mila abitanti, stride fortemente con la propaganda xenofoba, allarmista e intimidatoria, non solo di formazioni estremiste ma anche di molte amministrazioni comunali della Provincia.

Il campo rom la Barbuta, alle porte di Ciampino, è in questi giorni sotto i riflettori mediatici soprattutto a causa dell’intensa attività di quei “roghi” che sollevano nubi nere cariche di fumi tossici e aggiungono un ulteriore dramma all’inquinamento dell’aria a discapito dei cittadini di Ciampino e degli stessi abitanti del campo. Una vera e propria “terra dei fuochi” capitolina, che non riguarda solo la Barbuta ma anche molte altre realtà, le cui cause reali lasciano purtroppo spazio ad un più facile discorso populista di intolleranza nei confronti delle popolazioni nomadi che rappresentano, però, solo l’ultimo tassello di un vasto sistema criminale nel business dello smaltimento dei rifiuti.

L'Associazione Officine Civiche sostiene e integra il progetto "S.O.S. - Sport: Obiettivo Solidarietà", e sarà impegnata nell'organizzazione della partita di calcio con i rifugiati ospiti dell'ex Ostello in via Melvin Jones. Di seguito condividiamo il comunicato del Comitato promotore:

CIAMPINO, NASCE IL COMITATO “SPORT: OBIETTIVO SOLIDARIETÀ"
«PRESTO UNA PARTITA CON LA POLISPORTIVA CITTÀ DI CIAMPINO E I RAGAZZI AFRICANI DELL’EX OSTELLO»

La mafia nel Lazio esiste ed è in espansione. E’ un fenomeno più profondo anche rispetto al clamore mediatico delle indagini e degli arresti eccellenti, perché la mafia nel Lazio infetta la quasi totalità del territorio e produce il 14% delle operazioni finanziarie malavitose di tutta Italia, seconda regione dopo la Lombardia. Sono i dati che emergono dal rapporto presentato ieri dall’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio in collaborazione con Libera Informazione.

Ottantotto clan in tutta la regione, tra i quali sono in aumento quelli autoctoni, cioè non importati da altre realtà come quelle del mezzogiorno. Gli indagati per associazione mafiosa nel 2014 sono 834, i beni sequestrati 849. Numeri importanti e spaventosi. La presenza dei clan si concentra soprattutto nella Capitale, nel sud pontino e nella provincia di Roma.

Abbiamo avuto modo di assistere alla proiezione di “Anello di fumo” direttamente dall’interno di uno dei campi raccontati dal film, la Barbuta, alle porte di Ciampino, in occasione della campagna capitolina “Spiazziamoli – 50 piazze per la democrazia e contro le mafie”.   Leggi tutto

C’è un’altra terra dei fuochi, in tutto e per tutto simile alla tristemente celebre emergenza dei roghi tossici in Campania, che si estende fuori Roma, come una fascia ininterrotta attorno al Raccordo Anulare. Una situazione sociale ed ecologica esplosiva, che ha nel proprio epicentro i campi nomadi delle periferie romane, dove vengono riversate illegalmente tonnellate di rifiuti speciali, da parte di aziende, sistemi criminali o semplici cittadini italiani. La video-inchiesta “Anello di fumo”, realizzata dai giovani giornalisti e video-maker Edoardo Belli, Rossella Granata, Elena Risi e Valentina Vivona, racconta magistralmente questa situazione.

1)La Città Vecchia      
2) Via del Campo  

Queste prime due canzoni che abbiamo ascoltato rappresentano il primo periodo della carriera artistica di De Andrè, e fin da subito nell’autore diventa centrale il tema della città, intesa come spazio dell’agire umano e del rapporto sociale. Ma già in questi primi due brani viene quasi svelato il percorso che in De Andrè porta dall’idealizzazione del tessuto sociale antico della città, un’epoca dove le contraddizioni erano contenute in rituali atavici, ironici e quasi carnevaleschi, fino alla degenerazione di quelle contraddizioni in una decadenza della condizione umana all’interno del tessuto urbano.
Questo percorso ovviamente non è ancora compiuto, ma già si passa dall’idealizzazione della città portuale degli anni 50 alla marginalizzazione dell’uomo nella civiltà urbana post-industriale. Se nella città vecchia ancora il boom economico non ha innescato quella metamorfosi nei costumi e nei comportamenti dell’italiano, in via del campo è già presente il senso di smarrimento di fronte a quella città “nuova” dove nasce un’umanità reietta che sarà la grande protagonista di tutta la lirica successiva dell’autore.  
Questa umanità ai margini verrà dunque indagata da De Andrè punto per punto.

La città e la sua evoluzione nelle parole di Fabrizio De Andrè.

Come evolve il concetto di Città, intesa come spazio dell’agire umano e del rapporto sociale, nelle liriche di un cantautore testimone dei cambiamenti del ‘900?

Fabrizio De Andrè affronta il tema “Città” sin dalle sue prime opere, dall’idealizzazione del tessuto sociale antico della città fino all’evoluzione di un contesto urbano sorprendentemente moderno, con tutte le sue sfumature, problematiche collettive e intime.

Crediamo che la nostra Ciampino rappresenti uno dei tanti esempi di città a cavallo tra i due millenni, raccontata attraverso le tematiche umane indagate da De Andrè . Non una “città vecchia” ma senz’altro figlia di quello spaccato di “visioni di anime contadine” risultato del l’ emigrazione italiana. E a sua volta madre adottiva, spesso moralista e diffidente, dei cittadini del mondo della “Khorakanè”. Spettatrice e protagonista dei cambiamenti politici e culturali del secolo scorso, a volte città ribelle, a volte conformista.

Abbiamo voluto provare a raccontare attraverso le parole, le sensazioni e le visioni di De Andrè, una città come la nostra o come tante altre. Una città fatta di relazioni e solitudini, paure e sogni.

Il Consiglio comunale di Roma oggi ha approvato il registro delle Unioni Civili, dopo mesi di boicottaggi e campagne oscurantiste della destra capitolina. Tutte le coppie non legate a vincoli matrimoniali, da oggi, sono ufficialmente riconosciute da Roma Capitale.

A Ciampino esiste un registro delle Unioni Civili da diversi anni, approvato nel giugno del 2008 con una mozione presentata dai consiglieri comunali del centrosinistra sulla base di una petizione popolare. Siamo stati tra i primi comuni della Provincia di Roma e del Lazio a dotarci di un simile registro. Per questo oggi, anche di fronte al bellissimo traguardo di civiltà di Roma Capitale, dobbiamo impegnarci affinché questo strumento non rimanga inutilizzato e reso obsoleto, ma venga adeguatamente promosso e ne venga facilitato l’accesso ai cittadini.