La Città Pubblica sta sparendo, pezzo dopo pezzo, mentre si attua l'esclusione sociale dei cittadini. Il luogo che sta nascendo è cemento o merce da mettere a rendita, un ghetto privo di regole. La nostra città è in vendita: Tutto ciò che è pubblico, che appartiene a ognuno di noi e dunque a tutti quanti, viene privatizzato. 

Ciampino vive da molto tempo con una diversità di fonti d’inquinamento, che compromettono  la qualità dell’ambiente e della salute dei suoi abitanti. PM10 (Polveri sottili), NO2 (Biossido di Azoto), Rn (Gas radon),  CO2 (Anidride carbonica), VOC (composti organici volatili), Db (Decibel), Diossine sono soltanto alcuni degli inquinanti di cui si apprezza una significativa concentrazione. Le diverse attività di monitoraggio succedutesi nel tempo sono risultate fondamentali per conoscere le diverse fonti emissive presenti nel territorio.

Venerdì mattina il Consiglio Comunale ha bocciato le due proposte di iniziativa popolare che Città in Comune e Officine Civiche hanno presentato, sottoscritte da centinaia di cittadini, più di un anno fa. Il voto contrario della maggioranza consiliare non ci stupisce, perché siamo consapevoli che un cambio di rotta nella gestione del bene comune in questa città richieda uno sforzo collettivo di tutti che non può prescindere da un ricambio urgente di classe politica a Ciampino. 

Il 2017 è iniziato con l’ennesima emergenza smog per il nostro paese. L’Italia ha fatto registrare da inizio anno livelli record di polveri sottili (PM10), con ben nove città, dove il limite giornaliero nel solo mese di gennaio è già stato superato per 15 volte. Già nel 2016 si è registrato il superamento dei 35 sforamenti annui in un capoluogo di provincia su tre. Ma L’Italia rischia anche una nuova procedura d’infrazione europea per eccessivo inquinamento da biossido di azoto (NO2) un altro pericolosissimo inquinante che costituisce un grave rischio per la salute. Il nostro paese è il primo in Europa per morti prematuramente all’anno, 87 mila persone, dovute alla pessima qualità dell’aria delle nostre città, con un’incidenza sulle malattie respiratorie più che raddoppiate negli ultimi 25 anni.

In base ai risultati dei monitoraggi eseguiti dall’Arpa Lazio sulla qualità dell’aria nell’ultimo quinquennio, il Comune di Ciampino recentemente è stato ricompreso tra i comuni in classe 1, quella con più elevato grado d’inquinamento atmosferico, determinato dai superamenti dei limiti di legge degli inquinanti PM10 e NO2, che si ricorda essere limiti sanitari. La Regione Lazio ad Ottobre scorso ha raccomandato i Comuni di adottare azioni emergenziali e programmate, con l’obbligo di predisporre Piani di Interventi Operativi (PIO), con le modalità  di una progressiva attuazione di provvedimenti, in relazione al persistere o all’aggravarsi delle condizioni d’inquinamento. Parliamo di misure molto più restrittive degli sporadici blocchi del traffico e di qualche giornata a targhe alterne, che l’Amministrazione comunale ha adottato negli ultimi due anni.

“Gli organi competenti del Consiglio comunale di Ciampino, in totale spregio del Regolamento comunale, si ostinano a non voler calendarizzare la discussione in aula di due proposte di delibera d’iniziativa popolare firmate da centinaia di cittadini. Dopo numerosi solleciti in via formale e informale, abbiamo dunque voluto chiedere direttamente al Prefetto di intervenire affinché il Regolamento venga attuato e la volontà dei cittadini rispettata”. E’ quanto dichiarano Francesca De Rosa, in rappresentanza dell’associazione Officine Civiche, e Alessandro Porchetta della lista Città in Comune, primi firmatari di due delibere d’iniziativa popolare che chiedono, rispettivamente, l’istituzione di un Regolamento per l’urbanistica partecipata e un Censimento del cemento a Ciampino.

L’Aquila 2009, Emilia Romagna 2012. E poi il ventiquattro agosto 2016, il trenta ottobre, il diciotto gennaio 2017. Amatrice, Norcia, Arquata del Tronto, Accumoli. L’Appennino centrale trema e forse continuerà a tremare. E’ già successo in passato, siamo in un’area dalla forte sismicità, una zona d’Italia dove popolazioni millenarie di montanari hanno sempre combattuto contro gli eventi cataclismatici della natura. Solo che nei secoli passati il cemento armato non era ancora un affare milionario e pertanto c’erano pochi abusi edilizi a peggiorare una situazione senza dubbio già fortemente critica. Il sistema economico e affaristico malato si fa sentire di più, ogni volta che c’è un evento naturale di per sé terrificante e imprevedibile. 

Oggi, 7 gennaio, si celebra la festa della bandiera italiana, il Tricolore, vessillo nazionale che ha attraversato più di 2 secoli di differenti ideologie, diverse “Italie”, con diversi popoli e diversissime classi dirigenti, ognuna delle quali ha sventolato il Tricolore a proprio uso e consumo. Dal vessillo napoleonico a quello monarchico di casa Savoia, dall’infamante fascio littorio alla stella rossa delle Repubbliche Partigiane. 

Doveva arrivare prima del Natale, come tutti i pacchi dono che si rispettino.
Dopo ripetuti rinvii, il Consiglio comunale il 22 dicembre avrebbe dovuto esprimersi sulla delibera di approvazione del Bilancio Asp e sulla ricapitalizzazione della Società, evitando così che l’assemblea dei Soci deliberasse la sua messa in liquidazione, avendo la perdita di esercizio del 2015 azzerato nuovamente il capitale sociale.  Era successo già due anni fa ed allora il Comune di Ciampino deliberò il ripianamento della perdita per € 224.147,00  e la ricostituzione del capitale sociale al minimo di legge, nella misura di € 50.000,00

 

La Città Pubblica sta sparendo, pezzo dopo pezzo, mentre si attua l'esclusione sociale dei cittadini. Il luogo che sta nascendo è cemento o merce da mettere a rendita, un ghetto privo di regole.
La nostra città è in vendita. Tutto ciò che è pubblico, che appartiene a ognuno di noi e dunque a tutti quanti, viene privatizzato.