“E' importante che gli studenti americani imparino, anche con l'aiuto delle università e delle nostre istituzioni, che Firenze non è la città dello sballo". Con queste parole, per certi versi raccapriccianti, il sindaco di Firenze Dario Nardella ha commentato la notizia delle due studentesse americane che hanno denunciato due Carabinieri in servizio per violenze sessuali. Un uso delle parole a dir poco superficiale, ma soprattutto un effetto evidente della sotto-cultura insita nel linguaggio patriarcale normalmente in uso, purtroppo, anche dalla politica e dai media. Firenze non è la città dello sballo, ci avverte Nardella, i giovani americani questo devono impararlo, fosse anche a spese loro. Niente minigonne, dunque, niente alcool e stravizi, altrimenti nella città pudica e anti-sballo di Nardella si può anche rischiare di essere violentate da uomini in divisa. Ovviamente non è stato questo - vogliamo sperare - l’intento delle parole di Nardella. Lui sarà pronto a smentire e giustificarsi e prodigarsi in mille parole sull’orrore delle violenze sessuali senza se e senza ma... Tuttavia, è proprio questa la narrazione che si cela dietro le parole del sindaco: La colpa è della vittima, che ha sbagliato a pretendere divertimento in una città “seria” come la sua. La frivolezza si paga, il problema è lo “sballo”, non gli stupratori. Questo è ciò che sottintende sempre la cultura dello stupro.

 Chi, in questi giorni, si trovasse ad andare in vacanza nel bellissimo Salento, tra Lecce e la costa di San Foca, potrebbe avere la fortuna di incappare in scene particolari, come un gruppo di moto-scooter e pedalò che accerchiano le barche di una multinazionale a pochi metri dalla spiaggia. Oppure, passeggiando per borghi e masserie, ci si potrebbe trovare nel bel mezzo di imponenti assemblee cittadine che continuano fino a notte fonda. Ma anche il turista più pigro potrebbe trovarsi a prendere il sole in uno stabilimento balneare sotto sventolanti bandiere bianche con una scritta rossa: NO TAP.

Il 23 maggio scorso  ACEA Acqua, il ramo servizi idrici della multiservizi romana attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente, avrebbe reso noto un rapporto dal titolo “Criticità dell’approvvigionamento idropotabile nei Comuni dell’Ato 2 – Situazione attuale e previsione per l’estate 2017”,  con il quale verrebbe posta in evidenza una riduzione della piovosità del 50% nelle ultime 2 stagioni autunno-invernali, rispetto alle precedenti e contemporaneamente un prevedibile aumento del consumo idrico nei mesi estivi dovuto all’innalzamento delle temperature atmosferiche registrate.

Le risultanze di detto rapporto sarebbero state trasmesse da ACEA ATO2, gestore del servizio idrico integrato di Roma e di altri 84 Comuni nell’ambito territoriale ottimale 2 (ATO 2) – Lazio centrale, ai Sindaci che sarebbero stati sollecitati ad emettere ordinanze sull’utilizzo della risorsa idrica, in base al livello  di emergenza. L’intera Provincia di Roma infatti sarebbe stata classificata in aree a diversa criticità di approvvigionamento idrico durante il periodo estivo,  con Livello 1 - “zona gialla”, dove sarebbero previsti abbassamenti di pressione durante le ore di maggior consumo e modeste carenze idriche e Livello 2 – “zona rossa”,  dove si verificherebbero carenze idriche accentuate con ricorso a turnazione giornaliera.

La nostra città è in vendita: Ciampino è oggi uno spazio urbano messo a rendita come merce, un ghetto privo di regole dove si privatizzano beni e servizi e di conseguenza si attua l'esclusione sociale dei cittadini.  
Allo smantellamento della città pubblica si accompagna l'inesorabile abbandono degli spazi fisici e della nostra storia. Luoghi come l'Igdo, messo a servizio del profitto privato con una inaccettabile beffa in faccia a tutta la città che oggi è sotto gli occhi di tutti, o le aree archeologiche - la cui rilevanza è tale da poter essere un punto di forza per un’altra economia che non si basi, ancora una volta, sul mattone, ma sul bisogno di bellezza, di conoscenza, di cultura - minacciate dalla cementificazione (Colle Olivo ha già subìto uno scandaloso irreversibile danno) e dall'inettitudine (o da una cosciente ed accomodante resa?), rappresentano forse il simbolo di una città atrofizzata, immobile, abbandonata e svenduta alle élite economiche. 

La Spagna è il paese dell’Europa occidentale che conta il maggior numero di persone rom sul proprio territorio.
Secondo le stime ufficiali, infatti, i gitani (per comodità ci si riferirà alla comunità di rom spagnola come gitani) presenti sull’intero territorio sono circa 660.000 (1.5% rispetto alla popolazione totale), distribuiti principalmente tra le Comunità Autonome dell’Andalusia, che ne conta poco meno della metà, e della Catalunya che invece ne conta circa 80.000.

Il fatto interessante di questo dato è che in Italia, invece, dove il livello di intolleranza sta purtroppo raggiungendo picchi preoccupanti, si contano complessivamente circa 140.000 persone su tutto il territorio nazionale (0.2% rispetto alla popolazione totale) e di questi solo 40.000 risiedono nei campi attrezzati, tollerati ed informali.

Questa differenza numerica così sostanziosa è il risultato delle diverse politiche adottate da questi due paesi nel corso della loro storia. Infatti, mentre nel territorio italiano la  presenza rom, cioè "zingara", viene contrastata aspramente con una forte repressione e con le espulsioni; nella Spagna dell’assolutismo veniva messo in atto un vero e proprio etnocidio per mezzo del divieto imposto ai gitani di vivere secondo i loro usi e costumi, tutto ciò con l’intento di  trasformarli in "nuovi castigliani".

"Non siamo soliti commentare le esternazioni del consigliere Boccali, di cui sono note le inclinazioni politiche che non potrebbero essere più lontane dalle nostre. Non lo facciamo perché si tratterebbe di un esercizio ripetitivo e sterile, tuttavia ci sono occasioni in cui non è possibile fare finta di niente e passare oltre.
Ieri infatti è apparsa sulla bacheca del consigliere questo post che non esitiamo a definire infame.

La quantità di mostruosità contenute in queste poche righe è tale che rende difficile capire da cosa cominciare, andremo quindi con ordine.

Le prime due righe sono le uniche che contengono un dato di realtà, l'ennesimo rogo all'interno del campo della Barbuta. Un problema molto grave che coinvolge soggetti criminali a diverso livello e di cui i Rom del campo sono solo un anello della catena. Il consigliere Boccali potrebbe saperlo se ad esempio avesse letto il libro "A Ferro e Fuoco", o perlomeno avesse fatto la fatica di ascoltarne la presentazione, visto che c'è stato chi, l'associazione Officine Civiche, si è premurato di portare le autrici a Ciampino.

Mai come negli ultimi decenni la questione ambientale sta assumendo una dimensione sempre più drammatica per il futuro del pianeta, con il progressivo venir meno degli equilibri ecologici e soprattutto con il profilarsi di mutamenti climatici dagli esiti globali imprevedibili. Da circa duecentomila anni abbiamo trovato il modo di umanizzare ogni singolo ecosistema, di nominare e sottomettere le cose, di predare altre specie, di elevare l’umanità a padrona assoluta del tutto. Esseri antropocentrici è diventata per noi una necessità, più che una virtù.

L’onda lunga del decoro e della sicurezza, quella psicosi collettiva che sembra aver infettato gravemente tutti i partiti con responsabilità di governo in questo paese (Lega, Pd, M5S ecc.), ha raggiunto vette altissime in queste settimane. Retate su base etnica a Milano, un morto a Roma in circostanze ambigue a margine di un’altra operazione di polizia, la giunta capitolina contro la Caritas, e così via. Ma soprattutto, da quasi un mese, la campagna mediatica (senza fondamento giuridico) contro le Ong che salvano vite in mare al posto delle istituzioni. Tutti insieme appassionatamente, dal ministro Minniti alla sindaca Raggi, da Orlando a Di Maio, dai selfie ormai ridicoli di Salvini alle pantomime di un magistrato che agisce e parla fuori dai confini della legge, l’Italia sembra popolata da sceriffi impazziti impegnati a ristabilire l’ordine a suon di decreti, regolamenti, fango mediatico, operazioni di forza pubblica.  

Questo 25 aprile condividiamo un documento che racconta la storia di due figure ciampinesi per lo più dimenticate. Due antifascisti a Ciampino, ribelli, braccati, due vite per la libertà: CORRADINO ALUNNI, partigiano comunista, a cui si devono le informazioni chiave che permisero la localizzazione del "cannonissimo" tedesco nascosto sulla linea ferroviaria Ciampino-Frascati, e GIOVANNI BRECCIAROLI, anarchico, che subì un lungo confino restrittivo per la sua fiera opposizione al regime. 

A queste due figure legate al nostro territorio va oggi il nostro pensiero e la nostra riconoscenza, nell'esempio di una Resistenza viva contro tutti i fascismi di tutte le epoche.

Ringraziamo Anni Nuovi e Luigi Zuzzi per la documentazione. 

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