L’Aquila 2009, Emilia Romagna 2012. E poi il ventiquattro agosto 2016, il trenta ottobre, il diciotto gennaio 2017. Amatrice, Norcia, Arquata del Tronto, Accumoli. L’Appennino centrale trema e forse continuerà a tremare. E’ già successo in passato, siamo in un’area dalla forte sismicità, una zona d’Italia dove popolazioni millenarie di montanari hanno sempre combattuto contro gli eventi cataclismatici della natura. Solo che nei secoli passati il cemento armato non era ancora un affare milionario e pertanto c’erano pochi abusi edilizi a peggiorare una situazione senza dubbio già fortemente critica. Il sistema economico e affaristico malato si fa sentire di più, ogni volta che c’è un evento naturale di per sé terrificante e imprevedibile. 

Oggi, 7 gennaio, si celebra la festa della bandiera italiana, il Tricolore, vessillo nazionale che ha attraversato più di 2 secoli di differenti ideologie, diverse “Italie”, con diversi popoli e diversissime classi dirigenti, ognuna delle quali ha sventolato il Tricolore a proprio uso e consumo. Dal vessillo napoleonico a quello monarchico di casa Savoia, dall’infamante fascio littorio alla stella rossa delle Repubbliche Partigiane. 

Doveva arrivare prima del Natale, come tutti i pacchi dono che si rispettino.
Dopo ripetuti rinvii, il Consiglio comunale il 22 dicembre avrebbe dovuto esprimersi sulla delibera di approvazione del Bilancio Asp e sulla ricapitalizzazione della Società, evitando così che l’assemblea dei Soci deliberasse la sua messa in liquidazione, avendo la perdita di esercizio del 2015 azzerato nuovamente il capitale sociale.  Era successo già due anni fa ed allora il Comune di Ciampino deliberò il ripianamento della perdita per € 224.147,00  e la ricostituzione del capitale sociale al minimo di legge, nella misura di € 50.000,00

 

La Città Pubblica sta sparendo, pezzo dopo pezzo, mentre si attua l'esclusione sociale dei cittadini. Il luogo che sta nascendo è cemento o merce da mettere a rendita, un ghetto privo di regole.
La nostra città è in vendita. Tutto ciò che è pubblico, che appartiene a ognuno di noi e dunque a tutti quanti, viene privatizzato.

Il Sindaco ha deciso di ritirare la delibera sul forno crematorio. Certamente un’ottima notizia. “Lungi da noi andare avanti con opere non gradite dai cittadini”. Questa la sua dichiarazione pubblica. Decisione maturata ed annunciata nel corso di una complicata assemblea pubblica svoltasi  al Cipollaro lo scorso 1 dicembre, in un clima rovente. 
Andato a vuoto il tentativo estremo di persuadere il pubblico che l’atto amministrativo approvato fosse semplicemente una delibera di studio, il primo cittadino per sedare gli animi ha assunto l’impegno di proporre alla Giunta il ritiro.

Non una donna di meno: in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa per mano di un uomo, spesso all’interno del suo nucleo familiare, che avanza pretese di avere il controllo sulla sua vita, delle sue relazioni e dei suoi sentimenti. È un fenomeno trasversale, che non ha tempo, età,  territorialità, non ha categorie, non è frutto di emarginazione, non appartiene ad un basso ceto sociale. E necessita di interventi a tutto campo: dall’educazione delle nuove generazioni al rispetto e all’affettività, alla garanzia di protezione, assistenza e un posto sicuro dove poter ricominciare a tutte le donne che trovano la forza di denunciare violenze e maltrattamenti. 

Officine Civiche aderisce all’assemblea pubblica del 25 novembre prossimo sull’eventualità di un polo crematorio a Ciampino, organizzata con Ciampino Bene Comune e altre realtà recentemente costituite intorno all’azione critica dei cittadini nei confronti di questa ulteriore decisione calata dall’alto sulle nostre teste.  

Quelle che seguono sono pillole (in continuo aggiornamento) che entrano nel merito giuridico dei vulnus e delle contraddizioni contenute nella riforma Renzi-Boschi.
Un elenco aggiornato di ragioni puntuali del nostro NO. Non certo in ordine di importanza, né di argomento. Ma con un pizzico di irriverenza, che non guasta mai!  

Il progetto “A.P.E. - Acquisti Popolari Eco-sostenibili” nasce con l’intento di contribuire a diffondere sul territorio una cultura dell’alimentazione equa, sana, popolare, in pieno accordo con l’ambiente e con i diritti di chi lavora la terra. Il progetto intende offrire generi alimentari da agricoltura biologica e sociale sul territorio di Ciampino, tramite gruppi d’acquisto popolari su ordinazioni volontarie on-line dei prodotti forniti dalla Cooperativa Il Trattore, che da anni si occupa a Roma di inserimento sociale di fasce svantaggiate tramite l’agricoltura.