L’estate scorsa l’Amministrazione comunale convocò associazioni locali e comitati di quartiere per annunciare che, a seguito di una circolare della Prefettura, il Comune di Ciampino avrebbe continuato ad ospitare i migranti in attesa di protezione internazionale presso l’ex Ostello della Gioventù. Obiettivo dell’incontro era “condividere questa nostra decisione e chiedere loro (associazioni e comitati, nda) progetti che possano favorire l’integrazione”. Così scriveva il Sindaco Terzulli in un comunicato del 7 giugno 2015.

Il Consiglio Cittadino di Venerdì 7 Aprile ha visto una altissima partecipazione di cittadini ed ha tracciato un primo bilancio dell’incontro: l’amministrazione comunale ha rinunciato alla possibilità di acquisire l'Igdo, nonostante il diritto di prelazione certificato dalla nota ricevuta dalla Sovrintendenza lo stesso giorno. Di fronte a questo ennesimo rifiuto di un cambio di rotta e il conseguente regalo al soggetto privato di turno, la città non sarà complice. 

Il pomeriggio di sabato 2 aprile, un gruppo di cittadini ciampinesi si incontrerà in piazza della Pace per discutere del futuro del complesso ex Istituto Gesù Divino Operaio. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è quello di riportare il tema IGDO al centro di un percorso realmente partecipato e condiviso dalla cittadinanza, dopo che, per ammissione della stessa Amministrazione, la società proprietaria Siciet è stata indirizzata a vendere attraverso un’asta pubblica con base 1,5 milioni di euro, alla ricerca di acquirenti privati intenzionati a cogliere tali convenienti condizioni di partenza. “La notizia tardiva e le decisioni prese senza coinvolgere la città, denotano purtroppo la scarsa intenzione degli amministratori a sostenere un processo partecipato”, spiegano i promotori dell’incontro. “Per questo ci siamo auto-convocati come cittadini, affinché possa aprirsi davvero una discussione ampia in merito, soprattutto dal momento che da più parti si sta alzando a gran voce la richiesta che il Comune partecipi all'asta. L'Amministrazione avrebbe dovuto farsi essa stessa promotrice di una riflessione pubblica e politica. Non lo ha fatto. Anzi, i ciampinesi hanno saputo dell’asta pubblica fortuitamente attraverso i media. Ci auguriamo che il 2 aprile gli amministratori intervengano e si confrontino con disponibilità con i cittadini e gli attori sociali del territorio”.

Sono passate due settimane da quando un avviso pubblicato su un quotidiano a carattere nazionale, ha reso noto l’avvio della procedura competitiva per la vendita del complesso dell’IGDO. Base  d’asta 1,5 milioni di euro. La data per partecipare all’asta è fissata per il prossimo 12 Aprile. 15 giorni di articoli, dichiarazioni, commenti, petizioni on line, appelli, prese di posizione. Chi ha parlato di proposte improvvisate e fantasiose. Chi di chiacchiere, supposizioni ed illazioni. Chi di occasione straordinaria per provare ad acquisire al patrimonio comunale quell’area strategica per il futuro della città. Ci sono state anche richieste esplicite nei confronti del Presidente della Regione Lazio di sostegno alla possibile partecipazione del Comune di Ciampino alla procedura competitiva. 

In queste ore di tristezza e sgomento mi è tornato in mente un ricordo piuttosto metaforico. Due anni fa, visitando il Belgio per vacanza, la città di Bruxelles mi ha accolto con una manifestazione in piazza Luxembourg, sotto al Parlamento europeo, di curdi-yazidi che protestavano contro l’Isis e contro l’immobilismo delle istituzioni europee nei confronti della situazione in Siria e Iraq. E’ stata la prima cosa che ho visto e toccato con mano della capitale europea. Meno di due anni dopo i curdi e gli yazidi si sarebbero auto-liberati dall’Isis e nel nord della Siria sarebbe nato, con un costo di vite altissimo, il Rojava autonomo: unico modello politico esistente ad oggi capace di mettere in ginocchio il mostro nero del terrore, non solo militarmente. A Bruxelles li ho visti agire, metterci la faccia, alla fine hanno vinto. Ma hanno vinto nella loro Siria, non certo qui in Europa.
Infatti, pochi mesi ancora, e l’Isis avrebbe colpito prima Parigi e poi Bruxelles, in quegli stessi luoghi, ad opera di cittadini europei armati o imbottiti di esplosivo, nati e cresciuti lontano dalle pianure aride della Siria, ma nel cuore delle periferie urbane europee.

Il 17 aprile 2016 l'Italia sarà chiamata a votare per un referendum importantissimo, che riguarda la possibilità di abrogare la norma che estenderebbe le concessioni alle multinazionali degli idrocarburi di trivallare i mari italiani (entro le 12 miglia) fino al totale esaurimento dei giacimenti. Abrogare questa norma significa salvare le nostre coste, difendere l'economia locale basata sulla pesca e sul turismo, nonché mandare un forte segnale per la conversione ecologica del modello energetico italiano, europeo e globale.
Per questo sarà importante andare a votare per il Sì all'abrogazione di tale norma, attraverso l'unico strumento democratico che abbiamo per fermare le trivelle e immaginare un Paese più pulito, sostenibile, libero e all'avanguardia.

Quando si vota?

Un foyer estremamente affollato fatto di persone di ogni generazione, età e paese europeo e non solo, compone quella calca impressionante che lo scorso 9 Febbraio alla Volksbuehne di Berlino quasi mi ha impedito di assistere dal vivo alla nascita di DieM 25, il nuovo movimento per la “democratizzazione” dell’Europa voluto dall’ex Ministro delle Finanze greco, l’economista Yanis Varoufakis.
E’ proprio lo storico Teatro situato nella Rosa Luxemburg Platz a due passi dalla sede nazionale della “Die Linke” (la Sinistra tedesca) fra i due quartieri berlinesi di Prenzlauer Berg e Mitte, in quello che fu a sua volta teatro dei moti per i diritti dei lavoratori degli inizi degli anni venti, che rappresentanti dei principali movimenti socialisti, socialdemocratici, verdi e liberal-democratici europei danno vita a questa nuova piattaforma.
Agile, spigliato e perfettamente a suo agio nella veste di speaker e padrino della kermesse, già nelle primissime battute Varoufakis smentisce e allontana la paura, ragionevole in qualsiasi cittadino progressista, che si stia assistendo alla nascita dell’ennesimo raggruppamento di riottosi dell’estrema sinistra guidati da una visione orgogliosamente minoritaria e settaria del proprio agire politico.

Nella giornata del 6 febbraio, la comunità internazionale celebra la giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, istituita nel 2012, per incoraggiare i governi ad intraprendere azioni concrete di contrasto e di sensibilizzazione delle popolazioni che compiono tale pratica. La mutilazione viene praticata in maniera rituale sulle bambine, in quanto rappresenta una forma simbolica ma anche materiale del passaggio definitivo della ragazza dall’età della fanciullezza a quella adulta, quindi in età di matrimonio, e favorirebbe quindi la coesione nella comunità. 

VENERDI 5 FEBBRAIO - dalle ore 18.00, presso il Dub's Pub.
Presentiamo il libro-inchiesta "A FERRO E FUOCO", sul tema dei campi nomadi e del dramma dei fuochi illegali.

Chi e cosa c'è dietro i roghi tossici della Barbuta che inquinano l'aria anche a Ciampino?
La risposta populista su base etnica è funzionale a chi vuole continuare a inquinare, in un rapporto vizioso tra settori dell'economia locale e criminalità organizzata.