Promuovere ogni attività culturale, politica, ricreativa e sociale tendente al coinvolgimento e alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita collettiva, culturale e amministrativa del territorio in attuazione dei valori di democrazia, uguaglianza, partecipazione, trasparenza, solidarietà e sussidiarietà;


"Proprio come la vera funzione dello Stato capitalistico nell’amministrare la società della produzione era quella di assicurare un continuo e proficuo incontro tra il capitale e il lavoro, mentre la vera funzione dello Stato che presiede alla società dei consumi è di assicurare il frequente e positivo incontro tra i prodotti di consumo e i consumatori, così il punto focale dello Stato culturale, ossia dello Stato orientato verso la promozione delle arti, deve concentrarsi sul garantire e coadiuvare il continuo incontro tra gli artisti e il loro pubblico. È dentro questo tipo di incontro che le arti della nostra epoca vengono concepite, generate, stimolate e realizzate".

Raccontare il mondo per immagini fa sempre più parte del nostro vivere quotidiano.

La leggerezza e i costi ridotti delle tecnologie digitali hanno favorito l'utilizzo diffuso del video e della fotografia: si tratta di un fenomeno positivo, che “democratizza” il racconto del reale.

Sabato prossimo si terrà l’edizione 2016 della Notte Bianca promossa dall’Amministrazione Comunale. Dalle 17 alle 2 del mattino, sono previsti “…eventi culturali, enogastronomia, sport, fitness, danza, spettacoli, animazione, musica, stand e artigianato, giochi e servizi”. Questo il programma ampiamente pubblicizzato sul sito del Comune.

La Città Pubblica sta sparendo, pezzo dopo pezzo, mentre si attua l'esclusione sociale dei cittadini. Il luogo che sta nascendo è cemento o merce da mettere a rendita, un ghetto privo di regole. La nostra città è in vendita: Tutto ciò che è pubblico, che appartiene a ognuno di noi e dunque a tutti quanti, viene privatizzato. 

VENERDI 5 FEBBRAIO - dalle ore 18.00, presso il Dub's Pub.
Presentiamo il libro-inchiesta "A FERRO E FUOCO", sul tema dei campi nomadi e del dramma dei fuochi illegali.

Chi e cosa c'è dietro i roghi tossici della Barbuta che inquinano l'aria anche a Ciampino?
La risposta populista su base etnica è funzionale a chi vuole continuare a inquinare, in un rapporto vizioso tra settori dell'economia locale e criminalità organizzata.

 

La Città Pubblica sta sparendo, pezzo dopo pezzo, mentre si attua l'esclusione sociale dei cittadini. Il luogo che sta nascendo è cemento o merce da mettere a rendita, un ghetto privo di regole.
La nostra città è in vendita. Tutto ciò che è pubblico, che appartiene a ognuno di noi e dunque a tutti quanti, viene privatizzato.

Quello della violenza sulle donne, in particolare quella di tipo psicologico, è il tema del testo teatrale “Finalmente Sola”, di Paola Giglio, che ha vinto il premio di drammaturgia per monologhi inediti “Corpo e anima del personaggio femminile”.
Paola Giglio è un’attrice ciampinese che ha deciso di indagare, con ironia e sarcasmo, quelle dinamiche di coppia che purtroppo possono diventare malate, pur coinvolgendo donne normalissime.

Questo appello è rivolto a tutti gli artisti, a coloro che lavorano nella diffusione del sapere e della conoscenza, ai lavoratori della cultura. E a tutti i cittadini appassionati.

1)La Città Vecchia      
2) Via del Campo  

Queste prime due canzoni che abbiamo ascoltato rappresentano il primo periodo della carriera artistica di De Andrè, e fin da subito nell’autore diventa centrale il tema della città, intesa come spazio dell’agire umano e del rapporto sociale. Ma già in questi primi due brani viene quasi svelato il percorso che in De Andrè porta dall’idealizzazione del tessuto sociale antico della città, un’epoca dove le contraddizioni erano contenute in rituali atavici, ironici e quasi carnevaleschi, fino alla degenerazione di quelle contraddizioni in una decadenza della condizione umana all’interno del tessuto urbano.
Questo percorso ovviamente non è ancora compiuto, ma già si passa dall’idealizzazione della città portuale degli anni 50 alla marginalizzazione dell’uomo nella civiltà urbana post-industriale. Se nella città vecchia ancora il boom economico non ha innescato quella metamorfosi nei costumi e nei comportamenti dell’italiano, in via del campo è già presente il senso di smarrimento di fronte a quella città “nuova” dove nasce un’umanità reietta che sarà la grande protagonista di tutta la lirica successiva dell’autore.  
Questa umanità ai margini verrà dunque indagata da De Andrè punto per punto.