Sabato prossimo si terrà l’edizione 2016 della Notte Bianca promossa dall’Amministrazione Comunale. Dalle 17 alle 2 del mattino, sono previsti “…eventi culturali, enogastronomia, sport, fitness, danza, spettacoli, animazione, musica, stand e artigianato, giochi e servizi”. Questo il programma ampiamente pubblicizzato sul sito del Comune.

Questo genere d’iniziative ha origine alla fine degli anni ’90 in diverse città europee, a cominciare da Parigi. Durante tutta la notte si organizzavano iniziative dedicate essenzialmente all'arte contemporanea, con installazioni all'aperto e mostre in luoghi insoliti, o una serie di eventi  culturali con l'insolita apertura notturna dei musei. Un’occasione straordinaria per aprire alla fruizione di massa il ricco patrimonio storico e culturale della città, promuovendo allo stesso tempo il vivere collettivo e sociale di quei meravigliosi centri urbani, ai quali molti di noi hanno consegnato il cuore.

Presto questo genere di manifestazioni, replicate in tante piccole e medie città della provincia italiana, hanno finito per trasformarsi  prevalentemente, grazie al ruolo predominante svolto da diverse categorie di attività produttive, in kermesse di shopping notturno, con a latere qualche evento musicale di quarto ordine. Sostanzialmente una forma di intrattenimento commerciale e poco altro, che in tempo di crisi verticale dei consumi, ha perso anche per i commercianti  d’interesse. Questo ci aspettiamo e questo sarà, nonostante l’enfasi e il risalto che l’Amministrazione continua a dare ogni anno a questo appuntamento, convinta che un po’ di passeggio e tanta "caciara", equivalga ad alto gradimento dei cittadini.  

Eppure c’è un prezioso patrimonio storico e culturale in questo territorio che andrebbe valorizzato e promosso alla fruizione collettiva. Né cito due per tutti.  L’area  Mura dei Francesi, ricca di quello straordinario valore archeologico e paesaggistico, da tempo all’attenzione del mondo scientifico ed accademico internazionale. Il Consiglio comunale ha chiesto già due anni fa all’Amministrazione di avviare un progetto per l’istituzione di un Parco Archeologico e culturale. Non né sappiamo nulla.

Il Convento delle Ancelle, conosciuto ai più come IGDO, quale complesso architettonico fondativo della città giardino e cuore identitario del centro cittadino. Oggi al centro di una controversa procedura di vendita, alla quale questa Amministrazione ha deciso di non partecipare. Anche qui, passate le polemiche e le dichiarazioni dì circostanza, non se ne conosce l’esito.

Ecco, una notte bianca sarebbe stata l’occasione per illuminare a giorno questa ricchezza, favorendone  la fruibilità e la piena e diffusa conoscenza da parte dei cittadini. Far in modo che questi  preziosi elementi connotativi del territorio e della comunità  potessero essere  la scenografia primaria di eventi e manifestazioni culturali, delineandone così la possibile futura vocazione per la città. Sarebbe stata l’occasione per l’Amministrazione di accendere le luci sulla propria idea di futuro, sul progetto di valorizzazione e tutela di questi luoghi, facendo conoscere piani e strategie in tal senso. Sempre se ci fosse qualcosa da dire.

Da questo punto di vista purtroppo è notta fonda. Il territorio non riesce a liberarsi dall’ostaggio degli interessi privati, dalle eterne lobby del mattone che continuano a condizionare e decidere sul bene comune e sul futuro della città, al netto dei programmi elettorali e delle diatribe convulse di certa politica. Mentre si scrive e si ciancia di smart city continuiamo a vivere nel pieno collasso urbano, prigionieri di modelli arcaici ed inquinanti di trasporto, di pochi servizi collettivi sempre più conquistati al degrado. Mentre si scrive di consumo zero di suolo, si approvano Programmi integrati d’Intervento in deroga dal Piano regolatore, incrementando solo altro cemento.
Purtroppo  la notte è sempre più nera e non basterà la luce delle bancarelle a farla diventare bianca.