Organizzare corsi di formazione per l’affermazione del diritto alla conoscenza, alla cultura, allo studio e all’educazione continua e permanente, anche in collaborazione con enti pubblici e privati.
Curare la formazione periodica e continua degli associati anche attraverso seminari e promuovere attività di documentazione e di informazione, scambio di esperienze tra gli associati, gestione di studi, analisi e raccolte dati;


Se l’universale dipende dalla logica e l’uniforme appartiene all’ambito dell’economia, il comune, invece, ha una dimensione politica: il comune è ciò che si condivide. […] Ed è proprio questo il nodo cruciale dei nostri tempi, qualunque sia la scala del comune che viene presa in considerazione – della Città, della nazione o dell’umanità: soltanto se promuoviamo un comune che non sia una riduzione all’uniforme, il comune di questa comunità sarà attivo, creando effettive opportunità di condivisione.

François Jullien

Un foyer estremamente affollato fatto di persone di ogni generazione, età e paese europeo e non solo, compone quella calca impressionante che lo scorso 9 Febbraio alla Volksbuehne di Berlino quasi mi ha impedito di assistere dal vivo alla nascita di DieM 25, il nuovo movimento per la “democratizzazione” dell’Europa voluto dall’ex Ministro delle Finanze greco, l’economista Yanis Varoufakis.
E’ proprio lo storico Teatro situato nella Rosa Luxemburg Platz a due passi dalla sede nazionale della “Die Linke” (la Sinistra tedesca) fra i due quartieri berlinesi di Prenzlauer Berg e Mitte, in quello che fu a sua volta teatro dei moti per i diritti dei lavoratori degli inizi degli anni venti, che rappresentanti dei principali movimenti socialisti, socialdemocratici, verdi e liberal-democratici europei danno vita a questa nuova piattaforma.
Agile, spigliato e perfettamente a suo agio nella veste di speaker e padrino della kermesse, già nelle primissime battute Varoufakis smentisce e allontana la paura, ragionevole in qualsiasi cittadino progressista, che si stia assistendo alla nascita dell’ennesimo raggruppamento di riottosi dell’estrema sinistra guidati da una visione orgogliosamente minoritaria e settaria del proprio agire politico.

No, non si tratta dell’incipit di una celebre canzone di Fabrizio De Andrè, bensì della domanda che spontaneamente da un anno esatto a questa parte si pone un turista qualunque durante una passeggiata di Lunedì pomeriggio attraverso il centro storico della città di Dresda.

Proprio nell’imponente spazio aperto delimitato dall’Elba da un lato, dall’altro dalla cattolica Frauenkirche (chiesa di nostra signora, trad.), per culminare sul monumentale Semperoper (Teatro dell’Opera in cui, tra gli altri, Wagner e Strauss hanno visto debuttare alcune delle loro Opere) ha luogo ogni lunedì l’incontro fra i membri del movimento denominato PEGIDA, acronimo di “Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’occidente”.