Promuovere i valori della solidarietà e della cooperazione, anche attraverso opere di inclusione, assistenza e sostegno sociale.


Il campo rom la Barbuta, alle porte di Ciampino, è in questi giorni sotto i riflettori mediatici soprattutto a causa dell’intensa attività di quei “roghi” che sollevano nubi nere cariche di fumi tossici e aggiungono un ulteriore dramma all’inquinamento dell’aria a discapito dei cittadini di Ciampino e degli stessi abitanti del campo. Una vera e propria “terra dei fuochi” capitolina, che non riguarda solo la Barbuta ma anche molte altre realtà, le cui cause reali lasciano purtroppo spazio ad un più facile discorso populista di intolleranza nei confronti delle popolazioni nomadi che rappresentano, però, solo l’ultimo tassello di un vasto sistema criminale nel business dello smaltimento dei rifiuti.

C’è un’altra terra dei fuochi, in tutto e per tutto simile alla tristemente celebre emergenza dei roghi tossici in Campania, che si estende fuori Roma, come una fascia ininterrotta attorno al Raccordo Anulare. Una situazione sociale ed ecologica esplosiva, che ha nel proprio epicentro i campi nomadi delle periferie romane, dove vengono riversate illegalmente tonnellate di rifiuti speciali, da parte di aziende, sistemi criminali o semplici cittadini italiani. La video-inchiesta “Anello di fumo”, realizzata dai giovani giornalisti e video-maker Edoardo Belli, Rossella Granata, Elena Risi e Valentina Vivona, racconta magistralmente questa situazione.