13 Maggio 2020 - Redazione - Sociale

SOUNDS RIGHT! Proposta di intervento a favore e tutela dei musicisti

Istituzione di un registro nazionale, alias “patentino” NON a scopo esclusivo, bensì inclusivo, con obiettivo il CENSIMENTO e la TUTELA di tutti coloro che offrono prestazioni musicali. 

L’ accesso a quello che – impropriamente – potremmo definire un “albo” non sarà precluso ai non professionisti, ma permetterà a tutti di lavorare a tutela dei propri diritti e quelli dei propri coscritti.

Istituzione di un TARIFFARIO MINIMIO NAZIONALE  a REGIME FISCALE SPECIALE per le prestazioni musicali, sui quali applicare tassazione e contribuzione CRESCENTE a carico del committente.

Questa azione mira al sostegno indiretto di piccoli esercenti e committenti, i quali saranno tenuti al pagamento degli oneri sulla prestazione in maniera commisurata alla portata economica del proprio esercizio: un piccolo locale con pochi posti sulla tariffa minima garantita (ad es: 50 euro) si troverà a pagare un 5% di oneri vari, rispetto al tetto massimo del 30% imponibile ad esempio ad un Hotel con milioni di fatturato.

Questo permetterà di mantenere le SPESE INVARIATE PER I PICCOLI ESERCENTI.

Riconoscimento giuridico e introduzione di un DIRITTO CONNESSO ALL’ESECUZIONE DAL VIVO, proposta da anni in cantiere e mai accettata;

Nei fatti le performance sono soggette da sempre alle riprese audio/video e basterebbe estendere quanto già valido per la “copia privata”.
Questo permetterebbe di ristabilire un equilibrio nel rapporto autore/esecutore oltre che supportare direttamente le esibizioni live.

Riconsiderare in un quadro mutualistico il rapporto compositore/esecutore permetterà di poter percepire una quota extra-tariffaria su ogni prestazione, semplicemente con una redistribuzione mirata di quella montagna di diritti non riscossi in seno alla SIAE.

Questi semplici passi permetteranno una ripresa del mercato della musica dal vivo nel breve periodo, SENZA NECESSITA’ DI INVESTIMENTI DIRETTI;
nei fatti è un piano di ridistribuzione economica mirata al riconoscimento dei diritti dei musicisti che darà possibilità a centinaia di migliaia di lavoratori di EMERGERE dal SOMMERSO, con vantaggio per essi stessi e per la comunità tutta.

Questione MUSICISTI NON PROFESSIONISTI: non ci sentiamo in alcun modo di limitare né condannare le esibizioni di musicisti che hanno un altro lavoro, e riteniamo una buona soluzione che essi vengano inquadrati nel regime tariffario e fiscale dei professionisti:
la  quota contributiva verrà però stornata verso un FONDO MUTUALISTICO DI CATEGORIA.

Questo permetterà anche agli amatori di coltivare la propria passione con atteggiamento mutualistico verso i professionisti, avendo già i primi un contratto  continuativo di lavoro che prevede già il versamento dei propri contributi.

QUESTI 4 PASSI SONO A COSTO ZERO E NON IMPLICANO NESSUN TIPO DI INVESTIMENTI DIRETTI, RENDENDO L’ OBIETTIVO DI MIGLIORAMENTO A PORTATA DI TUTTA LA CATEGORIA, SENZA GRAVARE SU CONTRIBUENTI, COMMITTENTI O SPETTATORI.