29 Gennaio 2024 - Redazione

Per un Diritto alla Città pedagogico: dall’inchiesta su Ciampino al Camp nazionale “Da Capo”

Nel 2022 Dopolis, insieme alla Rete delle Scuole Popolari di Roma, su iniziativa del Collettivo “Crepa – Collettivo di Ricerca e Pratiche Pedagogiche” fondato ad Alba (Cuneo) da un gruppo di educatori/trici e ricercatori/trici, ha dato vita ad un laboratorio di inchiesta sulla città di Ciampino e i suoi luoghi attraversati dalle lotte cittadine locali. 

Il Collettivo “Crepa” mette al centro della propria riflessione e azione il “Diritto alla Città”, ben descritto da questo estratto di un articolo su comune.info

PER UN DIRITTO ALLA CITTÀ PEDAGOGICO

Se educare è prima di tutto accogliere a livello territoriale l’esistenza, elaborare pensiero critico, mettere in discussione un futuro triste già scritto allora abbiamo bisogno come l’aria di nuove avventure pedagogico-politiche che nascono in basso. Come Crepa, uno spazio di relazioni, pratiche e ricerca che mette insieme esperienze di città diverse (Alba, Torino, Bergamo, Udine, Bologna, Recanati, Roma, Ciampino, Napoli) ma anche educatrici, operatori sociali, insegnanti, artiste, gente di teatro, grafici, progettiste ambientali, filosofi… e bambini e bambine, ragazzi e ragazze, giovani. C’è bisogno di allargare insieme lo sguardo (e la Crepa…)”

Insieme a Crepa vogliamo educare noi stessi EduPop, i ragazzi e le ragazze di Dopolis nell’utilizzare l’inchiesta sociale come lo strumento principe per rivendicare cambiamenti nelle nostre città e lottare contro i processi di mercificazione e turistificazione. L’inchiesta, insieme ai “saperi” acquisiti a scuola, permette l’analisi dello stato di salute della nostra città. Comprendere e modificare quello che accade sul territorio di Ciampino. Siamo contrari ad un sapere solo per “prendere i voti buoni a scuola”, crediamo in una “conoscenza trasformativa”: una conoscenza cioè che possa trasformare realmente e radicalmente la realtà. Sogniamo un’idea di città piena di spazi pubblici, gratuiti e fruibili, dove ci si può conoscere, dove si può studiare, giocare, dove possiamo vivere libere e liberi!

Con tutto il collettivo Crepa abbiamo già avuto due incontri ad Alba e Corneliano D’Alba ad Aprile 2022 e Marzo 2023, nonché il Camp Nazionale con i ragazzi e le ragazze provenienti da tutta Italia.   

  • Che cos’è il laboratorio?

Ogni giovedì e venerdì, fino alla fine di maggio 2023, la Scuola Popolare Dopolis ha organizzato un percorso di approfondimento ai temi della città e due inchieste sociali in riferimento ad alcuni luoghi di Ciampino che “non ci stanno bene”. Luoghi che potrebbero essere spazi di socialità che invece sono preda dell’abbandono e della noncuranza.

L’inchiesta è avvenuta nei luoghi scelti dai ragazzi e dalle ragazze, che, insieme agli educatori ed educatrici popolari di Dopolis, sono andati a studiare “sul campo” cosa è successo. Siamo andati in alcuni luoghi pubblici di Ciampino (Parco Piccolo Principe, via san Paolo della Croce – Burger King e Conad – Plateatico di Ciampino, Parco della Folgarella). Siamo andati ad osservare e a vivere quei luoghi prendendo nota della condizione in cui si trovano. Inoltre abbiamo parlato con alcune persone, in particolare gli attivisti e le attiviste che si occupano di diritto alla città a Ciampino, per comprendere le lotte e le trasformazioni che sono avvenute.

  

  • Da Capo” il Camp Nazionale di Luglio

Insieme al collettivo Crepa abbiamo organizzando il Camp Nazionale di Luglio “Da Capo”. Educatori ed educatrici Popolari, insieme a 2 ragazzi di Dopolis, ci siamo recati in provincia di Cuneo a Corneliano d’ Alba nei giorni di 30 giugno – 1 e 2 luglio per vivere un’esperienza di condivisione del lavoro fatto e di quello che si farà nei prossimi mesi insieme a tanti ragazzi e ragazze che verranno da tutto il paese.

  • Sciopero al rovescio

La Scuola Popolare Dopolis, il giorno successivo di rientro al Camp Nazionale, ha messo subito in pratica la propria lotta condivisa con Crepa. Infatti, il 3 luglio, insieme alle famiglie e ai militanti di Officine Civiche abbiamo organizzato uno “sciopero al rovescio”. Residenti, lavoratori e lavoratrici, disoccupati, precari, studenti e studentesse, famiglie del quartiere, hanno dato una sistemata al parco Piccolo Principe di Ciampino, rimuovendo gran parte dei rifiuti disseminati, dell’erba alta e del fogliame. Ognuno ha pulito, raccolto, spazzato, sfalciato, molti vicini hanno portato caffè e bevande fresche. Non un’azione di volontariato, ma un atto di autorecupero e di denuncia.

Dal sito di Officine Civiche: “Perché uno sciopero al rovescio? Intanto perché non siamo disposti a lasciare i nostri spazi pubblici in questo stato di abbandono strutturale, che spesso apre la porta a speculazioni o gestioni semi-privatistiche. Non solo il parco Piccolo Principe, ma molti altri luoghi del territorio condividono questa tendenza all’accumulazione nell’utilizzo di risorse patrimoniali pubbliche, cui si accompagna sempre uno stato di degenerazione degli spazi circostanti.”.

Una delle richieste del nostro sciopero è quella di discutere e approvare a Ciampino un serio Regolamento per la gestione e la cura condivisa dei Beni Comuni, che tenga conto delle istanze dei cittadini attraverso processi partecipativi. Il gioco e la festa saranno gli strumenti per la riappropriazione dei parchi pubblici, ma anche per far sentire la voce di una comunità che chiede partecipazione, democrazia, cura condivisa, reddito, casa, sostenibilità ambientale in una città sempre più cementificata e privatizzata.

  • Il Manifesto per un Diritto alla Città Pedagogico

E’ online il Manifesto per un Diritto alla Città Pedagogico scritto tra marzo e luglio 2023, da più di 80 persone tra i 10 e i 50 anni provenienti da 6 regioni Italiane, grazie al supporto di Wu Ming 2. Officine Civiche, tramite i ragazzi e le ragazze di Dopolis, ha partecipato al Camp e ha contribuito alla realizzazione del manifesto. 

Il report del CAMP:

La tre giorni del Camp di luglio scorso, alla quale hanno partecipato i ragazzi e le ragazze di Dopolis, raccontata dalla comunità di Crepa attraverso questa opera di narrazione che mette al centro il diritto alla città pedagogica. 

Quasi 300 tra mani, gambe, orecchie e almeno 6 cadenze.

Tre giorni, iniziati mesi prima e ancora molto vivi oggi, di cieli abbastanza blu da accontentare tutti gli occhi.

Cerchi, riti, storie, ritagli di carta, (baci), giochi, utopie e lotte concrete per difendere e agire il diritto a città desiderabili e autentiche.

“Li abbiamo visti tornare in stazione, ma gli accenti adesso si confondevano”. 

Puoi leggere C’ERA UNA SVOLTA – IL NON REPORT DEL CAMP NAZIONALE PER UN DIRITTO ALLA CITTÀ PEDAGOGICO qui