31 Dicembre 2020 - Francesca De Rosa - Territorio

Il futuro si milita: per un 2021 di dissidenza e liberazione

Quando a fine 2014 uno sparuto gruppo di persone diede vita ad Officine Civiche, non sapeva dove lo avrebbe condotto questa avventura. La nostra Associazione ha preso vita da un’esperienza politica. La nostra origine non ci ha mai imbarazzato. Ma come tutto ciò che negli ultimi (ma lunghi) anni circonda la parola “politica”, la precarietà di un progetto di cui non avevamo fino in fondo chiare le finalità era evidente. In questo luogo di provincia alle porte di Roma, grande abbastanza da essere chiamato “città” ma ancora piccolo nella sua dimensione politica e sociale, tutto ciò che emerge come novità deve necessariamente avere una riconducibilità chiara. Per interpretare un logo è sempre agevole riferirsi a questo o quell’altro personaggio politico che cerca di giocare le sue carte dietro la costruzione falsa di una qualche legittimazione collettiva. Quante volte lo abbiamo visto? Quante realtà associative si sono dissolte nella vacuità leaderistica di turno?

Noi non sapevamo cosa aspettarci da questa nuova soggettività che avevamo messo a disposizione di Ciampino ma sapevamo certamente che non avremmo permesso di fargli fare l’ingloriosa fine di cui sopra. 

E ci siamo riusciti.

Officine Civiche, nei suoi 6 anni di vita, ha avuto, ha e continuerà ad avere molte madri e molti padri. Ogni persona che l’ha attraversata ha lasciato qualcosa e ha contribuito a dargli una forma che non è mai rimasta la stessa nel corso degli anni. La dinamicità della nostra organizzazione rappresenta la fluidità di interessi, competenze e sogni delle tante e dei tanti che hanno dedicato qualche ora del loro tempo all’Associazione immaginando progetti e rendendoli possibili. 

Ci da sicurezza sapere chi siamo. E sapere anche chi sia “l’altro” – penso a chi non ci conosce. Niente di più difficile è provare a definire Officine Civiche. 

“Officine Civiche è un’associazione di promozione sociale” dico io che mi sono occupata per anni delle scartoffie dell’Associazione. “Officine Civiche è l’associazione che ha creato la scuola popolare di Ciampino” dicono le educatrici e gli educatori di DopoLis. “È il luogo dove vengo a prendere i pacchi alimentari” dice una delle tante famiglie che abbiamo iniziato ad aiutare dal primo lockdown. “Officine Civiche è il luogo dove posso andare a studiare quando la biblioteca di Ciampino è chiusa” dice qualche studente. “È il luogo dove mi hanno aiutato a scrivere il curriculum”, “ma non sono quelli che raccolgono le firme su ambiente e Beni Comuni?”. Ogni organizzazione ha l’ansia di definirsi. Di essere sempre uguale a sé stessa per essere riconoscibile all’esterno. In realtà non è poi così necessario, anzi. E’ invece estremamente divertente essere sempre qualcos’altro. Non è semplicemente bello sorprendersi di sé stessi, delle proprie potenzialità, delle potenzialità di un collettivo? 

La prima meraviglia che Officine Civiche ha ed è, siete voi. Le volontarie e i volontari, attivisti, simpatizzanti, compagni. Chi c’è sempre, chi c’è solo qualche volta, chi ci aiuta anche solo con un sorriso per incoraggiarci. Lo penso profondamente nonostante non lo dia a vedere e lo scrivo perché è necessario che ognuno singolarmente, ma insieme, si assuma la responsabilità di questo dato oggettivo. Officine Civiche è tutto ciò che volete essere e tutto ciò che volete per questo territorio. 

Ed ecco la seconda meraviglia: il territorio. Ognuno di noi ha scoperto che il luogo che attraversiamo ogni giorno con le nostre preoccupazioni e le nostre speranze è parte di questi stessi pensieri. E può mutare grazie a questi, quando si traducono in azioni. 

Ciampino non è un territorio semplice dove scegliere di coltivare sé stessi e gli altri: è una provincia di periferia ma centrale insieme. In un attimo possiamo spostarci nella grande metropoli dove altri hanno già sicuramente apparecchiato progetti che a noi basterebbe semplicemente seguire. Invece la sfida che ognuno di noi ha raccolto più o meno consapevolmente è stata quella di immaginare altri progetti e dargli vita qui: tra Ciampino Vecchia e La Folgarella, tra Ciampino Centro e zona Via Mura, tra il Cipollaro e l’Acqua Acetosa. 

Noi tutti ci affacciamo al 2021 con la speranza che la pandemia globale, che ha segnato l’anno appena trascorso, non prosegua a pesare sulle nostre vite. 

Il 2020 ha reso visibile una realtà già devastata culturalmente, socialmente, economicamente. Officine Civiche si è attivata con ancora più forza: i pacchi alimentari, il sostegno ai bambini nella didattica a distanza, sono state alcune delle più importanti reazioni delle volontarie e dei volontari all’acuirsi dei disagi che le persone hanno subito (e stanno ancora subendo). 

Se vogliamo ancora una volta provare a definire che cosa sia Officine Civiche, alle persone da cui è composta e al territorio in cui agiscono, dobbiamo aggiungere la cura, l’attenzione, la dedizione che ognuno di voi ha riservato all’altro, allo sconosciuto a cui avete dato il vostro aiuto, non limitato al mero assistenzialismo: vi siete riconosciuti nell’altro e sapete che l’altro si può riconoscere in voi. 

“Nessuno libera nessuno. Nessuno si libera da solo. Ci si libera insieme” è la frase di Paulo Freire che abbiamo dipinto sulla parete della nostra sede. Non avete lasciato che rimanesse lettera morta.

“La libertà è sempre libertà di dissentire” è invece la frase di Rosa Luxemburg che abbiamo stampato sulle nostre tessere. Continueremo a dissentire, ogni volta che il potere proverà a schiacciare i nostri sogni di libertà e giustizia sociale. 

Tutto questo è un grazie e una promessa. 

Buon 2021 a tutte e tutti!

  • Francesca De Rosa è Presidente di Officine Civiche dal 2017