2 Gennaio 2017 - Guglielmo Abbondati - Territorio

Il Pacco

Doveva arrivare prima del Natale, come tutti i pacchi dono che si rispettino.
Dopo ripetuti rinvii, il Consiglio comunale il 22 dicembre avrebbe dovuto esprimersi sulla delibera di approvazione del Bilancio Asp e sulla ricapitalizzazione della Società, evitando così che l’assemblea dei Soci deliberasse la sua messa in liquidazione, avendo la perdita di esercizio del 2015 azzerato nuovamente il capitale sociale.  Era successo già due anni fa ed allora il Comune di Ciampino deliberò il ripianamento della perdita per € 224.147,00  e la ricostituzione del capitale sociale al minimo di legge, nella misura di € 50.000,00

Ma il corposo parere dell’organo di revisione contabile del Comune sulla delibera,  giunto il giorno prima, meritava una lettura attenta da parte dell’Amministrazione e la seduta è stata rinviata a dopo il Natale. Festa che dovrebbe portare pace e serenità e che i 213 lavoratori di Asp devono aver trascorso non senza brutti pensieri. Il futuro del posto di lavoro è drammaticamente un pensiero che tormenta tanti. Lo sanno bene i 1666 lavoratori di Almaviva che nel 2017 il loro posto non lo troveranno più.  

Il pacco è arrivato il pomeriggio del 29, intorno alle 14,00.  Bisogna dire incartato male, con una delibera priva di tutte le firme necessarie. La firma del Segretario generale, autorità garante assoluta della regolarità dei procedimenti amministrativi dell’Ente. Quella del responsabile del procedimento. Con un parere di regolarità tecnico e contabile sfavorevole, reso dal Dirigente dell’area economico finanziaria e alle partecipate. Così come sfavorevole è stato il parere formulato dai revisori dei conti del Comune, l’organo di controllo economico finanziario, i cui componenti sono dottori commercialisti sorteggiati dalla Prefettura. Talché al Sindaco e all’Assessore non è restato altro da fare che assumersene totalmente la paternità, autografando in calce l’atto.

Un atto che dice molte cose, la principale è che si approva il Bilancio 2015 dell’Asp S.p.A. riconoscendo la perdita d’esercizio per € 1.250.111,00, di cui se ne dispone la copertura per € 1.200.111,00 e nello stesso tempo si delibera la ricostituzione del capitale sociale dell’Azienda nella misura di € 929.601,00. Una spesa totale, di cui si provvede all’assunzione sul Bilancio comunale, pari a € 2.179.712,00 riconoscendone la legittimità del relativo debito fuori bilancio. C’è da precisare che nelle lunghe premesse al dispositivo, si evidenzia chiaramente che nell’anno 2016, appena concluso, ASP S.p.A. avrebbe fatto registrare perdite d’esercizio al 30 settembre pari a € 671.685,00 ed ulteriori € 257.916,00 per crediti non riconosciuti da parte del Comune, per un totale pari esattamente a € 929.601,00. Si dal caso dunque che a Capodanno la Società ha di nuovo azzerato il suo capitale sociale, essendo la cifra stanziata necessaria e forse neanche sufficiente a ripianare le perdite 2016, che negli ultimi tre mesi potrebbero ragionevolmente crescere. Forse dovremmo attendere qualche mese ma il Bilancio 2016 della Società non potrà che certificare questa verità, oggi già nella sostanza dei fatti.

Ora la Corte dei Conti, come ricordato dai revisori dei conti nel loro parere, ha più volte ribadito che reiterate operazioni di ripianamento di perdite e di ricapitalizzazioni costituiscono un rischio per gli equilibri di bilancio dell’Ente, rivelando anche un’insufficiente produttività ed utilità per l’Ente socio, di cui non si può non tener conto. E questo rischio evidente ha mosso il Dirigente dell’Area economico-finanziaria del Comune ad esprimersi negativamente. Tali operazioni di ripiano comportano poi la necessità, dice il recente Testo unico sulle partecipate, di deliberare ed operare sulla base di un Piano di risanamento della partecipata dal quale evincere chiaramente concrete prospettive di recupero degli equilibri economici finanziaria della Società. 

L’ASP ha chiuso i bilanci degli ultimi 6 anni sempre in perdita, eccetto un utile di € 2.603,00 per l’esercizio 2014 ottenuto per la concorrenza di ricavi straordinari. Già la legge di stabilità 2014 aveva previsto che Società in perdita per tre esercizi consecutivi, sarebbero dovute essere poste in liquidazione e dunque il margine tecnico di positività dell’esercizio 2014 della Società ha evitato “sapientemente” tale esito.

In otto anni l’Azienda ha poi perso 10milioni di euro di valore della produttività, per cui si stenta francamente a credere all’assunzione principale fatta dal Piano industriale sottoscritto dal Prof. Pozzoli, che nei prossimi tre anni presume un incremento complessivo dei ricavi per l’ASP di 4,28 milioni legato essenzialmente alle risposte del mercato, alla nuova organizzazione e politica commerciale dell’Azienda, compresa l’apertura di una nuova sede farmaceutica ed la crescita dell’attività di distribuzione all’ingrosso dei prodotti farmaceutici avviata ad aprile di quest’anno. Il tutto in uno scenario di consumi tendenziali stazionari od in flessione, come affermato dallo stesso professionista estensore del Piano.

L’equilibrio economico per l’ASP che si realizzerà nel 2018 (2017 è previsto ancora in perdita!) sarebbe dunque frutto di un utile di € 35.000 pari allo 0,25% del fatturato, margine le cui minime flessioni di mercato o l’aumento dei costi rispetto a quelli programmati, rischiano di azzerare. Oltretutto fra un anno e mezzo ASP si troverà nella condizione di reperire risorse finanziarie per 6 milioni di euro, 3,5 per far fronte ai piani di rientro del debito con i fornitori e 2,5 milioni per investimenti. Tale scenario non trova riscontro nel bilancio di previsione Comunale e nei documenti propedeutici e programmatori dell’Ente, come dichiara la Dirigente nel suo parere, per cui è presumibile supporre o che si faccia affidamento ad un ulteriore indebitamento finanziario o si apra al capitale privato.

Quest’ultima ipotesi, più volte circolata in sede di commissione economico finanziaria e nei comitati governance degli ultimi mesi, vedrebbe inevitabilmente protagoniste le due multinazionali del farmaco, che hanno in mano il 60% circa del debito di ASP e che sono pronte a svolgere un ruolo di primo piano nella privatizzazione delle farmacie.

Dunque nessun salvataggio di ASP. Il Pacco ha tanto l’aria di un regalo riciclato, di quella mercanzia fallata che non vedi l’ora di confezionare e rifilare al parente antipatico. E come tutti i regali che si rispettino c’è anche un biglietto di auguri, sottoscritto dal Sindaco e da alcune organizzazioni sindacali. La disponibilità ad un impegno formale al confronto per il raggiungimento, entro il 15 febbraio 2017, di un accordo quadro che gestisca, nella vigenza di tutto il Piano industriale, le azioni di contenimento dei costi lavoro atte a garantire il raggiungimento dell’equilibrio economico fin dall’esercizio 2017. Tradotto, si scarica sui lavoratori e la loro condizione tutto l’onere di far quadrare quei conti, che non sono mai tornati. E per quelli che li hanno fatti sballare nessuna menzione.