28 Gennaio 2015 - Redazione - Territorio

Mura dei Francesi, il TAR accoglie ricorso cooperative. Abbondati: “Sentenza contradittoria, no a speculazioni.”

“La prima delle quattro sentenze che il Tar del Lazio ha emesso sui ricorsi amministrativi promossi da diversi soggetti, avverso il vincolo apposto dalla Soprintendenza con decreto 126 del 2013 nei confronti del Portale seicentesco e le Mura dei francesi, risulta contraddittoria e prefigura inevitabili ulteriori impugnative ”. E’ quanto dichiara il Capogruppo di ‘Sel– tutta un’altra storia’ Guglielmo Abbondati a commento della Sentenza della Sezione Seconda Quater del Tar Lazio N.00185 dello scorso 8 gennaio.

 

“Il Collegio da una parte riconosce ampio potere discrezionale all’Amministrazione dei beni culturali nella determinazione vincolistica in relazione alle effettive esigenze di protezione del bene d’interesse storico artistico – spiega Abbondati –  dall’altra dispone l’annullamento del Decreto in quanto l’apposizione del vincolo, come tutela minima indispensabile per salvaguardare il bene, sarebbe stata disposta dalla Direzione regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio senza confutare nel merito la proposta di riduzione delle fasce rispetto avanzata dalle cooperative. Una contraddizione in termini visto che la stessa Sentenza nel richiamare il quadro normativo e giurisprudenziale attribuisce particolare rilevanza all’interesse pubblico della tutela del patrimonio culturale, rispetto ad altri interessi pubblici o privati coinvolti, anche di natura urbanistico ed edilizia”.

 “A distanza di cinque anni dall’approvazione del Piano di Zona 167 in quell’area – continua il Capogruppo di Sel-tutta un’altra storia –  è ormai consapevolezza diffusa che in quel sito esiste un grande patrimonio paesaggistico, storico-culturale, archeologico ed ambientale di straordinario valore che merita di essere preservato e tutelato. Lo dimostra l’attenzione nazionale ed internazionale che in questi mesi c’è stata perché quel patrimonio non venga irrimediabilmente compromesso e cancellato. Per questo il Consiglio Comunale alla fine di ottobre ha approvato una Mozione affinché l’Amministrazione di Ciampino predisponga  uno studio di fattibilità per un parco archeologico e culturale da sottoporre alla Regione Lazio per l’avvio dell’iter istitutivo ”.

“ Credo che l’Amministrazione debba anche verificare con molta attenzione, se esistono ancora i presupposti e le condizioni che abilitano i soggetti economici a realizzare lì gli interventi di edilizia economica e popolare – conclude Abbondati – tenendo conto che alcune cooperative hanno già rinunciato all’assegnazione delle aree ed altre, proprio in questi giorni, per completare la base sociale della cooperativa, pubblicano inserzioni con offerte di appartamenti in quel Piano di zona. Non vorrei che invece di rispondere al sacrosanto diritto all’abitare dei cittadini di Ciampino, che magari hanno riposto in quello strumento la speranza di farsi una casa, si desse il via ad altre speculazioni su questo territorio già fortemente compromesso”