4 Novembre 2021 - Giulia Carletti - Territorio

Una lotta. Una mostra. “Milan-Giarre-Ciampino: Accanto alle immagini il suono”

Ogni giorno, migliaia di persone si muovono, occupano dinamicamente diverse porzioni di spazio che diventano tappe di passaggio o punti di arrivo più o meno definiti. 

Ma anche se il terreno è arido, c’è tanto da raccogliere: la comunità ciampinese è sempre stata in grado di reagire a tale assenza di spazi con una forte vitalità, organizzando autonomamente e dal basso occasioni di incontri culturali, artistici e sociali per tutta la cittadinanza.

Queste alcune delle parole che la città di Ciampino ha visto scorrere sulle superfici esterne di Villa Imperiali. Ma andiamo con ordine.

Venerdì 29 ottobre il collettivo artistico Mono Lithe, insieme a Officine Civiche, ha presentato “Milan – Giarre – Ciampino: Accanto alle immagini il suono”, una mostra digitale proiettata a Parco Aldo Moro. Per circa due ore di performance, i lavori visivi degli artisti Federico Catagnoli (Milano), Daniela Sangiorgio (Giarre)e Mauro Valsecchi (Milano) sono stati proiettati come video sulle superfici esterne di Villa Imperiali al Parco Aldo Moro, facendo rivivere un bene storico e abbandonato da decenni della città di Ciampino. Da sfondo a queste immagini in movimento, si è fatta strada un’attenta selezione di suoni e brani a cura dei sound artist di Mono Lithe. Artisti, musicisti, cittadini si sono quindi ritrovati per far parlare uno di quei beni comuni sfuggiti all’utilizzo comune, uno di quei beni che vogliono una loro collocazione, una loro vita: Villa Imperiali.

La Villa è simbolo, uno dei tanti, dell’abbandono degli immobili storici in cui versa la città di Ciampino, una città di passaggio, dove la creatività e la fantasia dei cittadini si ritrova sommersa nell’abbandono. L’area circostante apparteneva ad una zona periferica di una grande tenuta detta “delle Frattocchie” (che arrivava appunto toccare l’attuale zona delle Frattocchie). Quest’area periferica della tenuta è contenuta tra la linea ferroviaria per Velletri, quella per Albano e l’attuale tratto di via dei Laghi tra la linea Velletri e la linea Albano (l’attuale quartiere Mura dei Francesi). Nel 1931Villa Imperiali era già stata costruita e la sua denominazione è certificata dallo stesso Istituto Geografico Militare. La sua funzione è certamente residenziale, ma anche di supporto all’attività agricola della tenuta dove è inserita. Ricorda molto vagamente le ben più lussuose ville dell’anello centrale. Quando nel 1974viene istituito il Comune autonomo di Ciampino, sottraendo al Comune di Marino gli 11 kmq assegnati al nuovo comune, inizia la realizzazione di un insieme di palazzine ai due lati di via Mura dei Francesi tra la ferrovia dal ponte di via Pignatelli e l’attuale via Palermo. Tale trattativa è iniziata dai marinesi ma è ripresa e ridiscussa dal neoeletto e primo Sindaco del nuovo Comune, il comunista Felice Armati, il quale, per emettere le concessioni edilizie, pose ai proprietari la condizione di costruire e cedere gratuitamente al Comune l’attuale scuola elementare Gianni Rodari e l’area esterna di sua pertinenza, nonché l’area dell’attuale Parco Aldo Moro e la stessa Villa Imperiali che fu subito utilizzata come scuola dell’infanzia fino ai primi anni ’90. Successivamente i locali della villetta sono stati dati in concessione ad associazioni come quella del Coro Polifonico, infine nella seconda metà degli anni ‘90 l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e cultura di Ciampino vi ha aperto anche una frequentatissima ludoteca. Purtroppo, il taglio alle spese indirizzate alla cultura ha colpito anche la Villetta, spostando la scuola d’infanzia in altri locali, lasciando inagibili gli spazi interni e rendendo lo sperato recupero dell’edificio sempre più costoso.

A Ciampino, però, c’è chi non si arrende alla lucida indifferenza di chi lascia nell’oscurità e nell’abbandono i territori, i loro beni pubblici, i loro beni comuni, e la loro vita culturale. Come Officine Civiche, oltre a lanciare una proposta di delibera d’iniziativa popolare per l’adozione di un Regolamento (vedi qui) sulle forme di collaborazione tra Cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei Beni Comuni Urbani a Ciampino, abbiamo presentato insieme a Mono Lithe e altre numerose associazioni territoriali e non un progetto ecomuseale per la gestione e la riconsegna alla comunità di Ciampino dello spazio dell’ex Galleria d’Arte Contemporanea (d’AC). Durante i duri mesi del lockdown, inoltre, abbiamo avuto modo di intervistare due dei tre artisti della mostra, Federico Catagnoli e Mauro Valsecchi, nella diretta con Officine Notte “Arte e cultura ai tempi del covid: era meglio prima?”, in cui parlammo del dramma del precariato, del volontariato e della disoccupazione che affligge la realtà di migliaia di artisti in tutta Italia, purtroppo da ben prima della pandemia.

Insomma, la mostra digitale andata in scena venerdì 29 ottobre, si è configurata come un incontro di persone da tre territori diversi tra loro – due nella provincia (Milano e Giarre), uno preso nella sua periferia (Milano) – che ha dato luogo alla condivisione di pratiche artistiche diverse. Disegni di volti e mani si muovono quasi come fantasmi, sculture si deformano e diventando morbide, i paesaggi mutano in continuazione, la musica fa prendere vita a tutto ciò. Il bisogno del linguaggio parlato scompare, per far spazio solo al potere evocativo di suono e immagini. Una lotta fatta di arte. Di voglia di trasformare il territorio.

Tre link per voi!

L’intervista agli artisti per Officine Notte

Il PDF della brochure della mostra.

Il PDF del progetto di Ecomuseo.